The Diplomat 3
INTERPRETI: Keri Russell, Rufus Sewell, David Gyasi, Ali Ahn, Rory Kinnear, Ato Essandoh, Allison Janney, Bradley Whitford, Nana Mensah, Michael McKean, Celia Imrie
SCENEGGIATURA: vari
PRODUZIONE: Let's Not Turn This Into a Whole Big Production, Well Red
ANNO DI USCITA:
STAGIONI: 3 (22x44-56')
PRIMA MESSA IN ONDA: Netflix
DOVE SI PUÒ VEDERE ORA: Netflix
GENERE: thriller, drammatico
Età cui è rivolta la serie (secondo noi): >16
Presenza di scene sensibili: occasionali sequenze sessuali, turpiloquio
La recensione della stagione 1 è reperibile a questo link
L’improvvisa scomparsa del Presidente degli Stati Uniti William Rayburn getta nel caos la Casa Bianca. Grace Penn, vicepresidente in carica, assume la guida della nazione in un momento di forti tensioni politiche, soprattutto con la Gran Bretagna. I cambiamenti all’interno dell’amministrazione americana si fanno urgenti e cruciali per colmare l’importante vuoto politico lasciato dal predecessore. Ed è qui che si inserisce l’ambasciatrice americana Kate Wyler (Keri Russell), ancora alle prese con giochi di potere e sotterfugi che la vedranno opporsi politicamente e personalmente al marito Hal (Rufus Sewell).
Con una terza stagione tesa e avvincente, The Diplomat di Deborah Cahn prosegue la sua personale autentica riflessione sulla politica americana, analizzata e descritta soprattutto attraverso le relazioni sentimentali e le dinamiche di coppia. Non solo quella ormai nota e principale tra Hal e Kate, ma anche quella tra le neo-eletta Presidente Penn e il marito Todd (Allison Janney e Bradley Whitford, qui riuniti dopo The West Wing).
Ogni relazione si stratifica all’interno di uno spazio che diviene un campo di battaglia, tanto professionale quanto personale, che mina qualsiasi alleanza strategica, e ogni conflitto alimenta intrighi, inganni e inattesi segreti.
Sul piano politico si indaga sul potere, sul peso della responsabilità individuale, sulle relazioni internazionali, sulle minacce che potrebbero causare imponenti crisi globali. Sul piano sentimentale, invece, i personaggi sono impegnati con gli intrecci e le tensioni relazionali, rapporti inevitabilmente complicati dallo scenario politico. Tra questi due piani se ne inserisce un terzo, quello della continua ricerca di un equilibrio tra sfera pubblica e privata di chi, troppo ambizioso, è incapace di conciliare la dimensione matrimoniale con la carriera. In questo universo politico segnato da forti cambiamenti e colpi di scena, dove la posta in gioco si fa sempre molto alta, il solo modo per sopravvivere è quello di schiacciare per evitare di essere schiacciati.
Approfondimento
Il labile equilibrio tra le relazioni di coppia e le ambizioni professionali resta il punto nevralgico di The Diplomat. Giunta alla sua terza stagione, l’autrice Deborah Cahn pone i principali personaggi al centro di nuovi segreti politici e ogni decisione, spesso presa a porte chiuse, rischia di minare i già precari equilibri tra i vari attori in gioco, indebolendo ulteriormente le relazioni tra Stati Uniti, Gran Bretagna e Russia. Proprio come per le precedenti stagioni, la serie si sviluppa intorno a due diverse dimensioni: la relazione politica e le relazioni personali. Nella sua dimensione politica, il racconto si fa più avvincente, richiamando spesso anche temi d’attualità – i conflitti internazionali, le prevaricazioni economiche, i rapporti tesi tra Stati diversi.
Ma è ancora una volta lo spazio dei rapporti personali a rubare davvero la scena. È sempre più evidente come il dramma politico serva a indagare la dimensione più personale delle relazioni, riportando l’attenzione sul faticoso matrimonio tra Kate e Hal, sulla crisi causata da scelte professionali che hanno inevitabili ricadute sulla loro storia e sulla difficoltà dei due a lavorare su una progettualità di crescita comune in grado di resistere agli ostacoli imposti dalla carriera. Le decisioni politiche, qui prese dalla Presidente Penn, dettano la nuova direzione del rapporto tra Kate e Hale con un cambio di rotta che conduce a un punto di rottura. Kate, ambiziosa e competitiva, è incapace di adattarsi a nuovi doveri imposti dal cambiamento politico, si sente sminuita nel suo ruolo di ambasciatrice, sigla la fine di un matrimonio che vivrà solo nella dimensione più pubblica e si butta, senza troppe inibizioni, in nuove relazioni. Hal dal canto suo, prova a tenerla legata a sé, cucendole addosso un ruolo di rilievo, nel tentativo di ritrovare la complicità del passato. Ma quel matrimonio, forse un tempo fondato su obiettivi comuni s’infrange sulla barriera imposta dalla sete di potere.
A emergere in questa stagione è anche un’altra interessante relazione: quella tra la Presidente Penn e il marito Todd. Un matrimonio di tutt’altro spessore, ma sempre messo a dura prova dalla politica, dalla gelosia e dall’insicurezza di Todd, first man troppo annoiato e privo di identità. Anche questa relazione chiarisce come il sentimento e la fiducia siano facilmente oscurati dall’ambizione. In questo senso, Grace e Todd appaiono come una proiezione concreta di ciò che il futuro potrebbe riservare a Kate e Hal.
A chiudere il cerchio è una terza importante relazione: quella tra Grace e Hal. Un’unione solo politica ma molto pericolosa. Kate, che ha sempre creduto nel suo ruolo di ambasciatrice, assiste al consolidamento di questo legame e diviene testimone e depositaria di segreti inconfessabili. E proprio nel momento in cui si convince che un riavvicinamento con Hal è possibile, comprende di essere ancora una volta una pedina strumentalizzata dal marito e al servizio della logica secondo cui “il fine giustifica sempre i mezzi”.
Anche questa volta, The Diplomat approfondisce le debolezze e gli obiettivi dei personaggi, lasciando emergere temi tipici del contesto politico: il desiderio di supremazia, le menzogne, gli inganni, la fiducia tradita, la mancanza di lealtà e trasparenza. Le ambizioni e gli ideali sono di nuovo al centro del racconto: Hal sogna fama e potere, Kate insegue un sogno politico inesistente e nel suo tentativo di fare la cosa giusta si ritrova sola, ad affrontare nuove minacce. Seppur più interessata alle relazioni di coppia che a vere e proprie dinamiche di potere, The Diplomat resta un thriller interessante, con un finale meno esplosivo ma decisamente più drammatico, che aggiunge un nuovo livello di inquietudine nella protagonista e ci proietta verso una intrigante quarta stagione
Marianna Ninni
Tematiche educative:
- Il ruolo della diplomazia come strumento di mediazione tra le potenze politiche;
- La difficoltà a conciliare l’ambizione con la vita privata;
- Il peso della responsabilità in netta contrapposizione con la sete di potere.