Questo mondo non mi renderà cattivo


Qualità generale:
Qualità educativa:


IDEATORE: Michele Rech, in arte Zerocalcare
INTERPRETI: voci di Zerocalcare, Valerio Mastandrea, Silvio Orlando.
SCENEGGIATURA: Zerocalcare
PRODUZIONE: Movimenti, Doghead Animation, Netflix
ANNO DI USCITA: 2023
STAGIONI: 1 (6x30')
PRIMA MESSA IN ONDA: Netflix
DOVE SI PUÒ VEDERE ORA: Netflix
GENERE: animazione

Età cui è rivolta la serie (secondo noi): >14
Presenza di scene sensibili: turpiloquio, uso di stupefacenti.

La vita di Zero, Secco e Sarah sembra finalmente prendere una piega positiva: i fumetti di Zero vanno talmente bene da aver scomodato i talk show, che lo hanno invitato per un intervento televisivo, mentre Sarah è stata finalmente assegnata nella scuola del quartiere, dove inizierà presto la tanto agognata carriera da insegnante. Secco continua a cavarsela, tra un gelato e l’altro.
La routine del trio viene scossa dal ritorno di un vecchio amico di Zero, Cesare, rientrato nel quartiere dopo vent’anni tra dipendenza e comunità. Un periodo difficile visto da fuori, dal punto di vista di Zero, che non vuole guardare in faccia la realtà e pian piano si abitua all’assenza dell’amico, immaginandolo lontano per un viaggio e non in lotta contro se stesso. Zero cercherà di ricucire il rapporto con lui, ma dovrà fare i conti con il tempo che è passato quando scoprirà che Cesare non è più il ragazzone che lo difendeva contro i bulli. Ora il bullo è lui, influenzato da chi nel quartiere vuole far chiudere un centro di accoglienza…
Questo mondo non mi renderà cattivo è la seconda stagione firmata da Zerocalcare, dopo il fortunato esordio nelle serie animate con Strappare lungo i bordi. I personaggi sono gli stessi e l’autore può così permettersi di non doverli presentare nuovamente al pubblico, ma la loro vita è guardata da un punto di vista diverso: più ravvicinato e meno universale. Sogni, aspirazioni, delusioni, ma, soprattutto, l’impegno nella vita quotidiana, e in particolare, in quella del quartiere.
Zerocalcare realizza una serie più politica della prima, che prende una posizione più netta, come accade in molti suoi fumetti. Ne ha per tutti: estrema destra, conservatori, radical chic, sinistra, quest’ultima rappresentata da personaggi dalle fattezze di veri e propri dinosauri. Uno spaccato di periferia dove nessuno ha la ragione in tasca, ma piuttosto motivi validi per resistere alla deriva del tornaconto, dove essere cattivi non è una scelta etica, ma solo più comoda. Per questo motivo la serie può diventare terreno fertile di discussione con adulti e insegnanti: i temi trattati sono quelli che i ragazzi sentono in televisione e spesso anche a scuola, dove proprio alle soglie dell’adolescenza è più facile schierarsi solo da una parte senza sentire le ragioni dell’altra.

Approfondimento 

Questo mondo non mi renderà cattivo è la risposta di Zerocalcare alle critiche mosse alla sua prima serie animata, Strappare lungo i bordi. Nonostante il grande successo di pubblico e opinione, qualcuno lo aveva accusato di non aver toccato un argomento scomodo molto presente nei suoi fumetti: l’ingiustizia sociale.
Il fumettista risponde con il primo episodio che si apre con un manifesto strappato che dice no alla sostituzione etnica. Il tema è affrontato nell’arena del fittizio quartiere romano di Tor Staceppa, dove Zero si chiede che fare come abitante e cittadino, un cittadino che però ormai ha assunto un ruolo privilegiato e di responsabilità: la fama come fumettista gli ha dato un pubblico che gli chiede la sua opinione, con il rischio di essere deluso.
Sarebbe più comodo inventare nuove gag con la sua coscienza-Armadillo, lasciare la politica a chi vuole governare e concentrarsi sulle ansie e contraddizioni dei giovani-non-più-giovani, che “tra pacchetti Treu e precarietà non trovano più il senso di investire emotivamente in qualcosa che duri più di una sitcom”. Come sarebbe più comodo alla sua amica Sarah non opporsi ai “nazisti” che chiedono di spostare il centro d’accoglienza lontano dal loro quartiere, ma soprattutto dalla scuola dove finalmente Sarah sta per andare a insegnare, dopo tanti anni di supplenze e lavori extra.

La relatività del privilegio 

A una generazione che si è impegnata troppo tra studio, stage e contratti a tempo determinato chiedere impegno sociale sembra davvero la goccia che fa traboccare il vaso, soprattutto quando finalmente vede la luce alla fine del tunnel della instabilità curriculare – un lavoro fisso – e emotiva – una famiglia. Traguardi raggiunti con fatica, meritati, costruiti. Ma pur sempre dei privilegi rispetto a chi non ha avuto i mezzi per poter solo sperare di raggiungerli.
Zerocalcare alla fine della serie concentra la sua penna proprio su questo: cos’è il privilegio? Si può essere privilegiati anche in un quartiere degradato, quando si ha qualcosa in più degli altri. E gli sforzi e le sofferenze profusi per mantenerlo non devono essere la scusa per “fare gli stronzi con chi sta peggio”: in breve, per essere cattivi.

Claudio F. Benedetti

 

Temi di discussione

  • Ingiustizia e impegno sociale;
  • Responsabilità civica;
  • Smarrimento di sé davanti al crollo dei punti di riferimento;
  • La politica vissuta come occasione di popolarità.