Poster della serie TV Paradise 2

Paradise 2

Qualità generale:
Qualità educativa:
IDEATORE: Dan Fogelman
INTERPRETI: Sterling K. Brown, Shailene Woodley, Thomas Doherty, Cameron Britton, Julianne Nicholson, Enuka Okuma, Nicole Brydon Bloom.
SCENEGGIATURA: Dan Fogelman, Eric Wen, Scott Weinger, Stephen Markley, Katie French, Jason Wilborn, Nadra Widatalla, Melissa Glenn, John Hoberg, Seena Haddad.
PRODUZIONE: Rhode Island Ave. Productions, 20th Television
ANNO DI USCITA:
STAGIONI: 2 (8x50-60')
PRIMA MESSA IN ONDA: Hulu
DOVE SI PUÒ VEDERE ORA: Disney+
GENERE: political drama, science fiction, thriller, post-apocalyptic
Età cui è rivolta la serie (secondo noi): >12
Presenza di scene sensibili: violenza, turpiloquio, scene di tensione, scene sensuali.

CONSIGLIATA DA ORIENTASERIE

TROVATE LA RECENSIONE DELLA STAGIONE PRECEDENTE QUI.

La seconda stagione di Paradise, serie creata da Dan Fogelman, sposta in modo significativo il baricentro del racconto. Se la prima stagione era costruita soprattutto come thriller politico ambientato nel bunker in cui il Presidente degli Stati Uniti e pochi altri privilegiati avevano trovato rifugio dopo una catastrofe di dimensioni apocalittiche, la seconda sceglie di guardare fuori: al mondo reale, abitato da chi non ha avuto la possibilità di salvarsi sottoterra.
È proprio questa apertura a rendere la nuova stagione più interessante. Il racconto abbandona in parte la componente investigativa e complottistica per concentrarsi sull’animo umano, sulla sopravvivenza, sulla fiducia e sulla possibilità di ricostruire legami in un mondo devastato. La prima stagione era terminata con Xavier Collins (Sterling K. Brown) pronto a uscire dal bunker per ritrovare la moglie Teri e portarla in salvo. Ma il mondo che lo attende non è più quello che conosceva: è un ambiente ostile, segnato dalla scarsità di beni essenziali, dalla paura e dalla difficoltà di fidarsi degli altri.

 

 

 

 

Approfondimento 

 

La seconda stagione non si apre con Xavier, bensì con Annie, nuovo personaggio interpretato da Shailene Woodley, scelto come punto di accesso per raccontare che cosa è accaduto al Pianeta nel frattempo. Attraverso lunghi flashback, vediamo la donna trovare riparo a Graceland, dove lavora come guida, portando con sé un passato difficile e una profonda fatica a sentirsi amata e accolta. Sul suo cammino incontra un giovane di nome Link, altro personaggio importante di questa stagione, che si trova alla guida di un gruppo di ribelli intenzionati a scoprire la verità sul bunker di Sinatra.
La forza della stagione risiede nel contrasto tra il mondo dei salvati e quello dei sopravvissuti. Da una parte c’è l’apparente “paradiso” che dà il titolo alla serie: protetto, tecnologicamente sostenuto, ma anche fondato su esclusione, segreti e manipolazione. Dall’altra c’è il mondo esterno: fragile, ferito, pericoloso, segnato da tempeste violente e dalla catastrofe climatica, ma ancora reale. Fuori, la luce del sole, il profumo del cibo e la possibilità di respirare all’aperto diventano esperienze preziose, soprattutto per chi è rimasto a lungo chiuso in una bolla artificiale come Xavier.
La serie mostra che anche durante e dopo la tragedia possono nascere cooperazione, cura reciproca e solidarietà. Per sopravvivere non basta difendersi: bisogna fidarsi, aiutarsi, riconoscere l’umanità dell’altro. Da questo punto di vista, la stagione risulta più vicina allo spettatore contemporaneo di quanto potrebbe sembrare: le risonanze con quanto avvenuto durante la pandemia da Covid-19 sono evidenti, basti pensare all’esperienza dell’isolamento e alla conseguente necessità di tornare a relazioni umane e socialità.
Xavier si conferma il cuore morale della serie: integro, leale, devoto come padre e marito. Meno segnato dalle ferite psicologiche del Randall Pearson di This Is Us, ma non poi così lontano da quel modello di uomo affidabile, sensibile e profondamente legato alla famiglia a cui Fogelman ha abituato gli spettatori. La seconda stagione permette anche di conoscere meglio Teri e la profondità del legame tra lei e Xavier, attraverso flashback che li raccontano insieme e separatamente dopo la catastrofe.
Accanto al tema della sopravvivenza, la stagione introduce una riflessione sull’intelligenza artificiale e sul prezzo che siamo disposti a pagare in nome del futuro. Il bunker diventa così il simbolo di una salvezza artificiale, i cui strumenti tecnologici possono rivelarsi un gigantesco boomerang. La tecnologia può proteggere, ma può anche controllare, così come può conservare la vita, e al tempo stesso rischiare di svuotarla della sua dimensione più umana.
Pur restando attraversata da tensione, segreti e rivelazioni, questa seconda stagione appare meno interessata alla sola costruzione del mistero e più attenta alla complessità dei personaggi e dei loro legami. Il rischio era quello di trasformare Paradise in un semplice intreccio di colpi di scena; invece la serie conferma la sensibilità di Fogelman per le storie che hanno al centro l’evoluzione psicologica dei personaggi. Anche dentro uno scenario post-apocalittico, il vero centro del racconto in questo caso non è la fine del mondo, ma ciò che resta dell’essere umano quando tutto sembra perduto. La componente mystery rimane comunque presente, con un finale che lascia aperti nuovi interrogativi, rilanciando il racconto verso la terza stagione.

Eleonora Fornasari

Tematiche educative:

  • Pregiudizi, diffidenza e possibilità di cambiare sguardo sull’altro;
  • Sopravvivenza, cooperazione e solidarietà dopo una catastrofe;
  • Isolamento, cattività e desiderio di tornare alla vita reale;
  • Tecnologia e intelligenza artificiale: salvezza o controllo?
  • Amore coniugale, fedeltà e responsabilità familiare;
  • Bisogno di essere amati e ricostruzione di legami;
  • Catastrofe climatica e conseguenze sulle comunità umane.

Trailer Paradise 2