El Cid


Qualità generale:
Qualità educativa:


IDEATORE: José Velasco, Luis Arranz
INTERPRETI: Jaime Lorente, Alicia Sanz, Elia Galera, Lucía Guerrero
SCENEGGIATURA: Luis Arranz, Adolfo Martínez Pérez
PRODUZIONE: Zebra Producciones, Amazon Studios
ANNO DI USCITA: 2020 – in produzione
STAGIONI: 2 (5x55’)
PRIMA MESSA IN ONDA: Amazon Prime Video
DOVE SI PUÒ VEDERE ORA: Amazon Prime Video
GENERE: storico, azione

Età cui è rivolta la serie (secondo noi): >18
Presenza di scene sensibili: scene crude di violenza, sessualmente esplicite, nudo

1100 cavalli, 750 addetti agli effetti speciali, 300 tecnici, con riprese tra castelli medievali, palazzi moreschi e grandi vallate teatro di battaglie con fino a 3.400 comparse, due star internazionali quali Jaime Llorente, il “Denver” de “La Casa di Carta”, e Elia Galera (regina Sancha), ma anche una giovane attrice spagnola promettente come Alicia Sanz (infanta Urraca).
Ci troviamo nel regno di León, nell’XI secolo dopo Cristo, alla corte di Ferdinando in un momento in cui il re – divenuto per il matrimonio con Sancha anche re di Galizia e di León – deve affrontare conflitti da parte di alcuni nobili di León, che lo considerano un usurpatore, e persino della sua stessa moglie, combattuta tra l’amore al marito e il diritto che avrebbe di governare.
Coinvolto in questo conflitto è anche il nonno di Rodrigo Díaz de Vivar, il futuro Cid, il condottiero più famoso di Spagna, e sarà proprio il Cid a salvare il re da un attentato in cui è coinvolto anche suo nonno.
Siamo davanti a una famiglia divisa. I figli stessi di Ferdinando, ancora prima della morte del re, si guardano l’un l’altro con sospetto: la figlia maggiore, Urraca, perché vorrebbe l’abolizione della legge salica, che le impedisce di diventare erede in quanto donna; il figlio maschio, Sancho, irascibile e irrequieto, sembra presentire la minaccia che può venire dai suoi fratelli.
In questo contesto shakespeariano, l’unico personaggio retto sembra proprio essere il fedele scudiero di Sancho, Rodrigo Diaz. Originario della campagna castigliana, Rodrigo è l’uomo di fiducia di Sancho e del re, uno dei pochi a tenersi lontano dalla rissa delle lingue e degli intrighi di palazzo.
El Cid , disponibile su Amazon Prime, ci permette di familiarizzare, attraverso una produzione di tutto rispetto, con un personaggio storico che merita di essere conosciuto e che avrebbe ancora una lezione da darci oggi.

 

 

Approfondimento

Il Cid, che significa Signore, Campeador, “uomo di battaglia”, è personaggio storico del medioevo spagnolo, vissuto durante l’occupazione della Penisola Iberica da parte dei “mori”, i musulmani del nord Africa e non solo. L’occupazione non ha mai raggiunto tutta la Penisola, una piccola porzione di terra al Nord continuava a sfuggire alle loro mire. L’inizio della famosa “Riconquista” si può identificare con la battaglia di Covadonga avvenuta alle pendici di un piccolissimo santuario mariano abbarbicato tra le montagne asturiane nel 711 d.c. A poco a poco i re cristiani riuscirono a strappare territori ai musulmani. Ma perché è stato così lungo questo percorso? Proprio perché, come la serie evidenzia, i re cristiani della penisola iberica, Signori di Castiglia, Aragona, León, Navarra e Galizia erano spesso e volentieri in conflitto tra loro. Basti pensare che San Ferdinando, re di Castiglia e di León, fu attaccato dal suo stesso padre.

Un cavaliere senza macchia e senza paura tra esagerazioni e stereotipi

Il Cid, Rodrigo Diaz, fu un cavaliere degno della sua stessa terra di Castiglia: serio, taciturno, poco preoccupato dalle apparenze. Un uomo semplice, concreto e soprattutto fedele al suo re. Si sposò con la donna che amava, Jimena, una Leónense, ma per diffidenza re Alfonso lo fece allontanare da corte. Il Cid restò comunque fedele al re e, in suo nome, conquistò Valencia. La serie rende giustizia a quest’uomo leale con i suoi superiori e generoso con gli amici e con i suoi soldati, un uomo di testa e di cuore. Non manca purtroppo qualche esagerazione, come un’eccessiva caratterizzazione del vescovo di León, così inverosimile da risultare ridicolo, e un’avventura amorosa di Rodrigo con una principessa mora storicamente discutibile. Poco presente è lo spirito di fede che permeava la vita del Medioevo cristiano, di cui gli autori fanno apparire spesso solo una visione stereotipata di arretratezza mentre il regno moro di Saragozza appare governato da un sovrano “illuminato”. Spesso il cinema ama rappresentare le corti islamiche come ricche di poesia, di cultura, arte: si trattava però di un lusso che restava confinato all’interno dei palazzi, celato alla vista del popolo, come l’Alhambra di Granada, parco all’esterno e splendido all’interno.

La lezione del Cid

Lo stesso Cid, una volta conquistata Valencia, fece diramare un comunicato per tutti, mori compresi, in cui diceva: “Nell’Alcázar mi troverete a qualsiasi ora, perché io non passo i giorni, come i vostri re, tra festini e balli”. Da lui i re successivi appresero tre lezioni importanti, quella del governo forte e unitario, quello delle conquiste definitive, e del modo duro e soave di trattare i mori. Fu poi San Ferdinando, con la sua fede e determinazione, a concludere in meno di trent’anni ciò che non erano riusciti a fare i suoi predecessori in sette secoli. E questo anche grazie alla lezione del Cid.

Maximiliano Cattaneo

Temi di discussione:

  • Che cos’è la lealtà?
  • Quanto è importante la parola data?
  • Come vivere il coraggio nel nostro tempo?