The Diplomat 2
INTERPRETI: Keri Russell, Rufus Sewell, David Gyasi, Ali Ahn, Rory Kinnear, Ato Essandoh, Allison Janney, Bradley Whitford, Nana Mensah, Michael McKean, Celia Imrie
SCENEGGIATURA: vari
PRODUZIONE: Let's Not Turn This Into a Whole Big Production, Well Red
ANNO DI USCITA:
STAGIONI: 3 (22x44-56')
PRIMA MESSA IN ONDA: Netflix
DOVE SI PUÒ VEDERE ORA: Netflix
GENERE: thriller, drammatico
Età cui è rivolta la serie (secondo noi): >16
Presenza di scene sensibili: occasionali sequenze sessuali, turpiloquio
Trovate la recensione delle stagioni precedenti qui e qui.
L’esplosivo finale che chiude la prima stagione di The Diplomat è ovviamente il punto di partenza della stagione successiva. In soli sei episodi, la creatrice Debora Cahn torna a indagare lo stringente legame tra la cospirazione politica -con i suoi segreti, gli intrighi e le pericolose macchinazioni – e le relazioni interpersonali e sentimentali di chi agisce all’interno di questo universo. Uno degli aspetti più interessanti risiede in quei personaggi che, con integrità, fatica e impegno, provano a lottare per un mondo migliore, affiancando o contrastando personalità politiche arroganti e complesse e mitigando, con astuzia e senso etico, i danni e i rischi di pericolose decisioni che rappresentano una vera minaccia per la democrazia. La serie combina elementi di diversi generi: il dramma avvincente, spesso smorzato da dialoghi arricchiti da battute taglienti, il thriller e le dinamiche da film di spionaggio e gli elementi da soap opera che ricordano spesso Scandal o Grey’s Anatomy.
The Diplomat resta un thriller interessante, con il giusto mix tra fantasia politica e realtà, sotteso da trame dove le protagoniste sono spesso donne intelligenti che sostengono uomini potenti, aiutandoli a prendere le decisioni giuste, ma la cornice della storia e il fascino delle ambientazioni attrae più della sostanza. La seria offre un’esperienza visiva coinvolgente e poggia su un racconto politico diverso dal solito, per certi versi meno impegnativo da seguire e divertente soprattutto negli accesi scontri tra Hal e Kate. I dialoghi restano incisivi, il ritmo incessante, le interpretazioni credibili: Keri Russell è pratica e intransigente, Rory Kinnear credibile in quelli di un Primo Ministro spaccone; Rufus Sewell è magnetico nel ruolo di Hal ed Allison Janney eccelle in quelli della vicepresidente Grace Penn, un personaggio che porta la narrazione a un livello più alto e ci traghetta verso la terza stagione, dove il suo ruolo diventerà sempre più centrale. Detto ciò, The Diplomat non riesce ad approfondire più di tanto la complessità tipica delle narrazioni politiche e tutto resta spesso in superficie: sia le tematiche sia la caratterizzazione di personaggi, tanto attenti e integri nelle decisioni politiche quanto spesso insicuri o superficiali in quelle più personali e sentimentali.
Marianna Ninni
Tematiche educative:
- Il ruolo della diplomazia come strumento di mediazione tra le potenze politiche;
- La difficoltà di conciliare la vita professionale con la vita privata;
- Il peso della responsabilità in netta contrapposizione con la sete di potere e con l’ambizione.