Yellowstone (stagioni 2-5)
INTERPRETI: Kevin Costner, Luke Grimes, Kelly Reilly, Wes Bentley, Cole Hauser, Kelsey Chow, Brecken Merrill, Jefferson White, Danny Huston, Gil Birmingham
SCENEGGIATURA: Taylor Sheridan
PRODUZIONE: Linson Entertainment, Bosque Ranch Productions, Treehouse Film
ANNO DI USCITA:
STAGIONI: 5 (53x43'-92')
PRIMA MESSA IN ONDA: Paramount Network
DOVE SI PUÒ VEDERE ORA: Sky
GENERE: western, drammatico
Età cui è rivolta la serie (secondo noi): >16
Presenza di scene sensibili: frequente uso di alcol, frequente turpiloquio con allusioni esplicite, linguaggio volgare e sboccato, occasionali sequenze di nudo, scene sessuali, numerose scene di forte violenza e omicidi.
Trovate la recensione della prima stagione qui.
Buona parte della popolarità di Yellowstone, serie nata nel 2018 e creata da Taylor Sheridan, risiede nella sua capacità di raccontare, attraverso l’evidente contrasto tra i valori conservatori e gli ideali progressisti, una fetta di America spesso spesso ignorata dai grandi media. Una scelta vincente che, oltre a dare nuova linfa vitale al genere western, ha favorito la nascita di prequel e spin-off come 1883 e 1923 e persino nuove serie televisive, attraverso le quali approfondire il legame con la terra, la tradizione, la famiglia, il peso dell’eredità generazionale, il sacrificio e il senso di appartenenza.
Mix di dramma familiare e intrighi politici, tanto da essere definita da molti come la Dallas dei nostri giorni, Yellowstone, dalla seconda stagione in poi, esplora e approfondisce nuovamente temi come il potere, la lealtà, la sopravvivenza e la corruzione, ponendo al centro di ogni legame lo scontro tra la tradizionale cultura dell’eredità familiare e le pressioni della società moderna e trascinando lo spettatore in un vortice di eventi nei quali i confini tra giusto e sbagliato sono spesso labili e i metodi moralmente discutibili. Le trame si fanno più intricate e ambiziose, i personaggi, anche quelli secondari, sfaccettati e complessi, tutti individualmente coinvolti nel destino del ranch e in lotta con i propri demoni interiori, i rimpianti, e i reciproci rancori. Chiusa con la quinta stagione, la serie è stata ignorata da critici e media, ma è riuscita a stregare gli spettatori, tanto da registrare, durante la messa in onda degli ultimi episodi, numeri da record, divenendo una tra le serie più viste di sempre.
Approfondimento
Su un piano più immediato, Yellowstone si potrebbe riassumere come l’incessante lotta di un cowboy conservatore contro chiunque provi a inquinare il Montana, minacciando la sua terra, il suo ranch e la sua famiglia in nome di meri interessi economici. Lo “Yellowstone ranch” plasma ogni aspetto dell’esistenza della famiglia Dutton e di tutti quelli che ci lavorano: è il passato, tramandato di generazione in generazione; il presente che ancora resiste, seppur a fatica, all’insorgere del progresso; ed è il futuro da lasciare in eredità. E John Dutton se ne prende cura con una dedizione e un’autorità che mettono spesso alla prova la sua morale e la lealtà familiare, ponendolo al centro di numerosi conflitti esterni ed interni, in particolar modo con i suoi tre figli. Disfunzionali e alle prese con ferite ancora molto profonde, Beth, Kayce e Jamie Dutton continuano ad avere una relazione complessa con il ranch, un luogo dal quale cercano di fuggire ma cui fanno sempre ritorno e che condiziona buona parte delle loro decisioni e dei loro comportamenti.
Tre figli, tre fonti di problemi e conflitti
Leale a John ma spietata, Beth tutela gli interessi della famiglia, abbraccia le controverse tattiche imprenditoriali del padre per il suo bene, sfrutta la sua intelligenza come arma e persegue una sua personale vendetta nei confronti del fratello Jamie. Le ragioni di tanto astio risalgono all’adolescenza di Beth e si comprendono nel corso della terza stagione quando, in un momento di fragilità, la giovane Dutton cerca supporto nel fratello maggiore, incurante delle conseguenze che una tale richiesta genererà sulla sua vita futura.
Kayce, sempre più tormentano interiormente, fatica a conciliare la vita del ranch con quella della sua famiglia, e il suo matrimonio con Monica viene messo continuamente a dura prova; Jamie – vero anello debole della famiglia, in cerca di approvazione – è sempre più accecato dall’ambizione, al punto da farsi facilmente manipolare e minare internamente gli interessi della famiglia, un comportamento che accresce l’odio di Beth nei suoi confronti.
La complessità delle relazioni famigliari e le lotte di potere
Su un piano più profondo, quindi, è chiaro come intorno all’universo dello Yellowstone emergano numerosi conflitti, segreti, intrighi utili a descrivere le complessità delle relazioni familiari e delle lotte di potere, dinamiche che travalicano i confini del ranch per estendersi alle forze politiche ed economiche, vera minaccia allo stile di vita dei Dutton. Il potere logora, corrompe e Yellowstone mostra come l’intricata rete di alleanze e tradimenti, che si generano nel corso delle stagioni, influenzino le vite dei personaggi, evidenziando la tensione tra desideri individuali e obblighi familiari.
Se la prima stagione serviva a presentare le dinamiche familiari e a introdurre i primi avversari, ponendo le basi di una serie di violenti scontri, dalla seconda stagione in poi la serie intensifica le minacce e approfondisce le dinamiche relazionali tra i componenti della famiglia, lasciando emergere, attraverso i numerosi flashback, continui retroscena utili a comprendere il percorso di maturazione di ciascun personaggio. Dalla seconda stagione in poi, difatti, si alza la posta in gioco, con i Dutton in contrasto con un antagonista sempre nuovo – non più i nativi americani di Thomas Rainwater, ma i costruttori e gli imprenditori senza scrupoli o le pericolose multinazionali – fino ad arrivare alla quinta stagione per esplorare lo scenario politico dove le sfide di John, in qualità di Governatore, si fanno sempre più personali, le relazioni più complesse, i legami tesi e i nemici, come la Market Equities, ancora più agguerriti.
La speranza di rinnovamento anche all’interno di conflitti violenti
Il conflitto guida la narrazione e la risoluzione assume diverse forme: spesso quella diplomatica, ma molto più spesso è la violenza a emergere come mezzo per risolvere i problemi. Una violenza in parte tipica del genere Western, ma anche insita nei nostri tempi e che genera solo altra violenza: verbale, fisica, mortale, spietata. Sheridan racconta di un mondo che resiste al capitalismo e lotta per preservare la bellezza, gli spazi immensi, la bontà di luoghi con delle proprie leggi ben precise, dove il rapporto tra l’umanità e il creato è ancora puro. Non a caso, alla fine di tutto, la speranza di rinnovamento risiede, ancora una volta, proprio nel matrimonio tra Kayce Dutton, il cowboy, e Monica, la resiliente nativa americana, due realtà storicamente in contrasto ma in grado di forgiare una nuova solida unione per opporsi al progresso.
Marianna Ninni
Temi di discussione
- Il conflitto tra le relazioni familiari e gli intrighi di potere;
- Il labile confine tra giusto e sbagliato;
- Il complesso rapporto con la figura paterna;
- Il peso dell’eredità che può essere sia una benedizione, sia una maledizione.