The Good Doctor – 7
INTERPRETI: Freddie Highmore, Nicholas Gonzalez, Antonia Thomas, Hill Harper, Richard Schiff, Fiona Gubelmann, Will Yun Lee, Christina Chang, Paige Spara, Bria Samoné Henderson, Noah Galvin
SCENEGGIATURA: Park Jae-Bum
PRODUZIONE: 3AD, EnterMedia Content, Shore Z Productions, ABC Signature, Sony Pictures Television
ANNO DI USCITA:
STAGIONI: 7 (126x 43')
PRIMA MESSA IN ONDA: ABC
DOVE SI PUÒ VEDERE ORA: Sky, Rai Play, Netflix (fino alla quinta stagione)
GENERE: medical drama
Età cui è rivolta la serie (secondo noi): >16
Presenza di scene sensibili: scene chirurgiche tipiche del medical drama ma disturbanti per chi è molto sensibile, allusioni sessuali, situazioni delicate legate alla malattia, scene di violenza e aggressione.
CONSIGLIATO DA ORIENTASERIE
Trovate la recensione delle stagioni 1-5 qui e quella della stagione 6 qui.
Nella sua settima e ultima stagione, The Good Doctor conclude il percorso di crescita e formazione del giovane Shaun Murphy, il medico affetto da autismo e sindrome del savant (nella quale un ritardo cognitivo si associa a una straordinaria abilità in un settore specifico). Lo fa attraverso una stagione di spessore narrativo, dove tratta temi universali per offrire agli spettatori profonde riflessioni sulla vita, sulle sfide personali e professionali e sulla resilienza. Shaun è ormai cresciuto, ma il suo percorso è nuovamente messo a dura prova sia dal suo ruolo di padre e dalla fatica di conciliare la natura imprevedibile del piccolo Steve con il suo bisogno di un ordine rigido, sia dal suo ruolo di medico con la complessa relazione con la giovane specializzanda Charlie, anche lei affetta da autismo. Shaun è più maturo, determinato, attento, ma la sua vera forza risiede nell’aver compreso che le avversità si riescono a superare soprattutto grazie al sostegno degli altri.
Proprio come per le stagioni precedenti difatti, il cuore pulsante di The Good Doctor risiede nelle relazioni e nei profondi legami tra i medici che gravitano all’interno del San Jose St. Bonaventure. I percorsi di quei medici, inizialmente individualisti e isolati, votati alla carriera e alla ricerca di ambizione, evolvono fino alla commovente e inaspettata risoluzione. Shaun abbraccia la paternità, riesce a riconciliarsi con il suo mentore, il Dottor Glassman, ma comprende anche come nella vita, per quanto sia doloroso, arriva un momento in cui è necessario lasciare andare le persone che amiamo di più; Morgan, alle prese con l’adozione della piccola Eden e con i suoi problemi cardiaci, mostra il suo lato più vulnerabile e, abbattendo quella inutile corazza difensiva, riesce finalmente a costruire una relazione solida con Alex, fondata sul matrimonio e sull’amore; Glassman, da sempre divorato dal senso di colpa per la morte di sua figlia, riesce a riscattarsi grazie all’incontro con la giovane Hannah e a perdonarsi, sacrificandosi nuovamente per il bene di Shaun e di una vecchia conoscenza che fa il suo ritorno in questa stagione e tutti, soprattutto Jerome, dovranno affrontare la tragica perdita di un caro amico e collega.
Attraverso le personali storie di questi medici, The Good Doctor ci invita a riflettere sulla complessità della vita. Tutti, anche i personaggi secondari, affrontano ostacoli che hanno a che fare non solo con i dilemmi etici della professione medica, ma con il desiderio di diventare genitori, amare, aspirare a migliorarsi attraverso la relazione solida con qualcun altro, con il quale costruire anche una famiglia. L’ultima stagione di The Good Doctor celebra la vita, la nascita, la crescita, la perdita e, attraverso un salto temporale di dieci anni, Shaun ci mostra come il sostegno reciproco e quelle relazioni fondate sulla compassione, sulla comprensione, sull’accettazione e sul reciproco arricchimento possano essere il motore che motiva al cambiamento e rende unica e vera la nostra esistenza. Una visione profonda, edificante e ottimista che, in questa universale ricerca della felicità, lascia un bellissimo messaggio: chiunque, non importa chi sia, ha un valore e può cambiarti la vita in modo inaspettato. Proprio come accaduto a Shaun attraverso l’incontro con Glassman, un incontro significativo che ha dato vita a un viaggio straordinario.
Marianna Ninni
Temi di discussione
- La ricerca di equilibrio tra vita professionale e personale;
- Il senso del matrimonio, della paternità e della maternità;
- L’importanza di solide relazioni di amicizia sia nel lavoro che nella vita;
- Il lutto e l’accettazione della perdita di persone care.