Poster della serie TV Senna

Senna

Qualità generale:
Qualità educativa:
IDEATORE: Vicente Amorim
INTERPRETI: Gabriel Leone (Ayrton Senna), Matt Mella (Alain Prost), Marco Ricca (Milton Da Silva), Johannes Heinrichs (Niki Lauda), Kaya Scodelario (Laura Harrison)
SCENEGGIATURA: Vicente Amorim, Patricia Andrade
PRODUZIONE: Netflix
ANNO DI USCITA:
STAGIONI: 1 (6x60')
PRIMA MESSA IN ONDA: Netflix
DOVE SI PUÒ VEDERE ORA: Netflix
GENERE: sport drama, biopic
Età cui è rivolta la serie (secondo noi): >14
Presenza di scene sensibili: scene di sesso, turpiloquio (occasionale), violenza negli scontri e negli incidenti automobilistici.

Senna è il racconto della vita e della carriera sportiva di Ayrton Senna, dai primi passi sui Kart fino alla consacrazione in F1. Nei sei episodi della serie Netflix, accompagniamo Beco nella sua travagliata, ma inarrestabile, scalata al successo, fatta di sacrifici, dedizione e amore incondizionato per il proprio lavoro. Abbiamo però anche l’occasione di conoscere e apprezzare l’uomo, in tutte le sue molteplici sfumature caratteriali. Tanta adrenalina quindi, con scene di incidenti e tamponamenti piuttosto crude, ma non solo: il racconto presenta un’attenta ricostruzione storica e una specifica attenzione sociale che permea tutti gli episodi e consente allo spettatore non solo di immergersi nel mondo dell’automobilismo, ma anche di riflettere su una molteplicità di temi che spaziano dal modo corretto di affrontare le ingiustizie alle relazioni familiari, dall’etica del lavoro alla gestione del potere da parte delle lobby, dal ruolo dell’informazione al valore dell’amicizia. In questo racconto fortemente drammatico, a tratti epico, Senna è descritto come un eroe moderno, spesso solo contro il mondo, sempre però supportato dalla famiglia e dalla fede religiosa.
La presenza di scene crude e di qualche sequenza di sesso rendono la visione adatta a partire dall’adolescenza, mentre per i preadolescenti è opportuna la presenza di un accompagnatore.

 

 

Approfondimento 

 

La serie si inserisce nel filone Netflix dei biopic sportivi, in cui spiccano produzioni di grande successo di pubblico e di critica, come il documentario su Michael Jordan, The last dance. In questo caso l’obiettivo, non banale, era rendere l’atmosfera, il sapore, il senso dell’automobilismo negli anni ’90 del secolo scorso. Una sfida superata con grande accuratezza e precisione storica, a partire dall’iconico e inconfondibile rumore dei motori: per farlo rivivere con fedeltà la produzione ha recuperato le registrazioni originali dei motori delle monoposto dell’epoca. Le vetture sono state ricostruite da un artigiano specializzato, che ha consentito agli attori principali di guidare una vera vettura di F1 degli anni ’90, mentre le altre monoposto, che durante le riprese avevano solo lo scheletro, sono state completate con la grafica digitale. Pari cura è stata dedicata dai maestri di scena anche agli oggetti utilizzati dai piloti: tute, caschi, cartellini. La tecnologia  aumentata ha permesso poi di ricostruire i tracciati dei principali GP, a partire da un numero limitato di circuiti reali. La cura dei dettagli appare anche nelle scene del mondo glamour che circondava i piloti, nei pochi momenti di relax e negli spaccati di vita quotidiana che scorrono parallelamente alle gare. La sensazione di realtà è arricchita sapientemente dagli inserti tratti dai telegiornali, dalle telecronache in più lingue, dai video amatoriali della famiglia Senna, così da comporre un patchwork in cui si ibridano forme e stili, al fine di dare allo spettatore una sensazione di vera e propria immersione visiva ed emotiva. La musica riveste un ruolo importante nell’accompagnare i momenti salienti del racconto, utilizzando un ventaglio ritmico eterogeneo, ma per lo più di tipo pop-rock; il meglio lo trasmettono però i suoni e i rumori, soprattutto quelli di pista: motore, gomme sull’asfalto, cambio, frizione, vento, applausi del pubblico si alternano alle telecronache, per lo più in portoghese, al fine di accrescere ulteriormente l’emozione della gara.

 

I temi sviluppati

Lo show ci permette di esplorare e discutere un ventaglio di temi: l’importanza dell’etica del lavoro per raggiungere il successo, come vediamo non solo nel percorso sportivo di Beco, ma anche in quello più tradizionale del padre, Milton Da Silva (Senna era il cognome della madre), che gestisce una fabbrica di ricambi per auto a San Paolo. Collaterale è la gestione dell’imprevisto e la capacità di ristrutturare la propria progettualità a seguito di circostanze avverse e pure l’altrettanto decisiva capacità di accettare e gestire le ingiustizie, utilizzandole come ulteriore stimolo per raggiungere il successo. Nel corso della serie appare chiaro come il vero antagonista di Senna non sia il compagno di squadra Alain Prost, rivale sì, ma sportivo, quanto piuttosto Jean-Marie Balestre, patron della F1. Egli incarna le debolezze e le ipocrisie  dell’establishment nel suo complesso e manifesta  l’incapacità dei potenti di andare oltre al reale, di immaginare qualcosa che sia più grande e arioso delle gabbie in cui gli interessi di parte imprigionano la realtà. Una facoltà di cui invece non difettano gli uomini di genio, come Senna.
Il rapporto con la famiglia è un tema di negoziazione importante per i genitori che possono qui confrontarsi con l’eterno dilemma su quanto e come assecondare le inclinazioni dei figli, specie quando queste si pongono in contrasto con le previsioni e la progettualità pensate per loro. Per Senna era vitale il rapporto con la famiglia, così come quello con la sua gente, con la sua terra. I bambini basiliani lo hanno percepito come un eroe e per tutti i suoi connazionali è stato un alfiere della speranza: i brasiliani per Senna meritavano di più dai loro politici e maggior rispetto a livello internazionale. Il tema del ruolo esemplare dei campioni sportivi è quindi qui ben rappresentato.
Nel complesso una serie emozionante, adatta anche chi non è un appassionato di motori. Senna libera la speranza di poter realizzare i propri sogni “con grande determinazione, con molto amore e profonda fede in Dio” come ci ricorda nel frammento di intervista con cui si chiude l’ultimo episodio.

 

Fabio Radaelli

                                                                                                           

Temi di discussione

  • Il rapporto tra aspirazioni dei genitori e inclinazioni dei figli;
  • La determinazione nel raggiungere i propri obiettivi;
  • La capacità di superare gli ostacoli e gestire le ingiustizie;
  • L’esemplarità dei campioni sportivi come modelli da seguire;
  • Il ruolo delle lobby e loro influenza politica.

Trailer Senna