Pulse
INTERPRETI: Willa Fitzgerald, Colin Woodell
SCENEGGIATURA: Zoe Robyn, Carlton Cuse
PRODUZIONE: MGM Television (Usa)
ANNO DI USCITA:
STAGIONI: 1 (10x50')
PRIMA MESSA IN ONDA: Netflix
DOVE SI PUÒ VEDERE ORA: Netflix
GENERE: medical drama
Età cui è rivolta la serie (secondo noi): >14
Presenza di scene sensibili: due scene di sesso non esplicito, immagini di intervento chirurgico che, pur rientranti nelle convenzioni di genere, possono impressionare i più sensibili.
Reparto di pronto soccorso del Maguire, ospedale di Miami. Nell’organico c’è attesa, perché siamo alla vigilia di promozioni importanti. Chi sarà il nuovo specializzando capo? E chi lo attende, avrà il posto di “strutturato”? Soprattutto, però, c’è sconcerto. Infatti, la dottoressa Simms, candidata a guidare la giovane equipe, ha denunciato alle risorse umane il supervisore e sponsor della sua nomina, il bel dottor Phillips. Lo accusa di molestie. Ma tra i due c’era una relazione… E allora il fatto è, forse, che lui ha abusato del proprio ruolo per godere dei favori di lei, e lei, solo alla fine, ha capito e reagito? O forse, invece, è lei che ha sedotto lui, per fare carriera, ma detesta che lo si pensi? D’altra parte, sembra che ci sia ancora del tenero tra i due. Intanto, i medici devono evitare di farsi troppo distrarre da queste tensioni, perché un uragano si sta abbattendo sulla città, e i pazienti in emergenza arrivano a getto continuo.
Siamo però nel solco di Grey’s Anatomy. Per cui, non c’è catastrofe metereologica, bega legale, codice rosso in asistolia che possa mai spegnere del tutto i palpiti sentimentali e gli interessi romantici di medici molto emotivi, adulti fuori e adolescenti dentro.
Approfondimento
È stato osservato, a ragione, che la serie ha un sapore di già visto. Stessa epopea giovanilistica del fortunatissimo Grey’s Anatomy, ideato vent’anni fa da Shonda Rhimes: specializzandi, innamoramenti e amori, amicizie e antipatie, il coinvolgimento nella formazione di dottori che, sul banco di prova della professione, capiscono chi sono, come dovessero imparare non solo a operare, ma anche a diventare grandi (però, a quell’età, non dovrebbero saperlo già? Quantomeno, un po’ di più di quanto dimostrano?).
Sarà per questo, per la familiarità con una proposta del genere, che certe forzature saltano all’occhio.
Per esempio, soprattutto nelle prime puntate, i dottori parlano della grave questione disciplinare aperta dalla Simms mentre stanno medicando qualcuno. Come se il poveretto fosse sordo, e non dovesse allibire ascoltandoli (la regia ci mette una pezza sbrigativa, non inquadrandolo). O ne parlano al banco di accettazione, in mezzo alla gente, che potrebbe ben chiedersi: dove sono capitato a farmi curare?
Ancora, quando un talentuoso chirurgo si dedica all’intimità con un’infermiera in una camera d’ospedale riservata allo scopo – tipo motel – salvo intavolare poco dopo una relazione con una paziente. E quando a questa seconda, per mostrarle il suo lato sensibile, il dottore le racconta, a dispetto della recente conoscenza, le proprie traversie familiari, ti dici: possono funzionare davvero così le cose?
A essere sinceri, neanche la linea narrativa centrale, quella della denuncia per molestia, sembra solidissima. Una vertenza disciplinare così seria, ma i due interessati continuano a lavorare fianco a fianco… C’è comunque attrazione, lei ad arrovellarsi per capire se ha fatto bene o meno (ci andavi a letto con trasporto, come fai dopo a denunciare?). Peraltro, lo spettatore si trova a chiedersi cosa sarà successo in concreto, perché la serie gioca a dilazionare le risposte. E, quando arrivano, non sono un gran che.
Nemmeno la protagonista convince. L’intenzione era disegnare una giovane sensibile, ma volitiva. Si eccede però in entrambi i sensi. A volte, da un lato, la dottoressa Simms pare in balia degli eventi amorosi e disorientata al punto di non saper nemmeno lei cosa volere. A volte, dall’altro lato, ha spunti arrembanti che si accetterebbero solo in una personalità focosa molto diversa dalla sua (sfasciare una parete di vetro scagliandoci una bombola dell’ossigeno per poter accedere alla stanza, spintonare il padre di un paziente).
Il tema dei codici antimolestie, del merito per fare carriera, della parità di genere, è attuale, interessante. Ma finisce annacquato, immerso com’è nel romanticismo trendy, con la Florida di sfondo, la tequila e i bichini, gli yacht e le feste in piscina. “Va dove di porta il cuore” (l’infatuazione) è, in definitiva, il messaggio della serie. La “pulsazione” del titolo va interpretata in quest’ottica.
Paolo Braga
Temi di discussione
- Le molestie sul lavoro;
- Il merito nel fare carriera;
- Quanto conta la passione romantica.