Prima di noi
INTERPRETI: Linda Caridi, Andrea Arcangeli, Maurizio Lastrico, Matteo Martari, Diane Fleri, Benedetta Cimatti, Romana Maggiora Vergano.
SCENEGGIATURA: Giulia Calenda, Valia Santella dal romanzo omonimo di Giorgio Fontana.
PRODUZIONE: Wildside, RaiFiction.
ANNO DI USCITA:
STAGIONI: 1 (10x50’).
PRIMA MESSA IN ONDA: RaiUno (dal 4 al 25 gennaio 2026).
DOVE SI PUÒ VEDERE ORA: RaiPlay
GENERE: storico, biografico
Età cui è rivolta la serie (secondo noi): per tutti
Presenza di scene sensibili: alcune brevi scene erotiche senza nudo.
CONSIGLIATO DA ORIENTASERIE
Una saga famigliare dal 1917 al 1967. Cinquant’anni di storia italiana visti attraverso un’unica famiglia di povere origini. Un genere non certo originale, ma che mancava da un po’ di tempo dal panorama della fiction nostrana. Inedita, invece, la scelta dell’ambientazione, in Friuli e poi nella Torino delle fabbriche. La regia cinematografica di Luchetti mette in scena un lungo e lento racconto che ha ritmi di narrazione non più usuali, ma nonostante questo di facile fruizione. L’attenzione non viene meno grazie ad un cast di attori molto felice, sia per quanto riguarda la scelta dei ragazzi, sia per quanto riguarda i protagonisti adulti, tutti cimentatisi con buon esito in una dizione che richiamasse la cadenza friulana. Al centro della vicenda narrata, voce guida e fuori campo in tutte le transizioni c’è Nadia Tassan, la donna, moglie, madre e nonna che, forte come una quercia, tiene insieme la famiglia, ne ispira i valori fondanti e davvero può paragonarsi a padron ‘Ntoni dei Malavoglia. È lei – interpretata con grande autorevolezza da Linda Caridi – che, dopo la sconfitta di Caporetto, accoglie in casa dei genitori il disertore Maurizio Sartori. I due si innamorano e si sposano, divenendo genitori di tre figli maschi: Gabriele, Domenico e Renzo. Fin dagli inizi è marcata la differenza fra la cura educativa di mamma Nadia (che non manca di far dire le preghiere ai figli prima di mangiare) e il ruolo defilato di papà Maurizio, piuttosto latitante. Vediamo i tre ragazzi divenire adulti e seguire inclinazioni molto diverse. Domenico, il più fragile, parte per l’Africa, durante la seconda guerra mondiale. Gabriele, lo studioso, diviene insegnante e si trasferirà con la famiglia a Torino per insegnare nei licei; Renzo, infine, il più ribelle, dopo essere stato partigiano, si ritroverà operaio in fabbrica a Torino, impegnato nella lotta comunista. Una lunga epopea parallela alla storia con la S maiuscola in cui la costante presenza di Nadia, ormai divenuta nonna, mantiene vivo il legame con i valori fondanti della famiglia.
Approfondimento
Si respira un’atmosfera manzoniana nel racconto della serie, dove il bene e il male sono ben individuabili e dove la Provvidenza ha modo di intervenire ripetutamente, come nel caso della guarigione dalla poliomielite del piccolo figlio di Gabriele per la quale nonna Nadia ha speso tante preghiere. Nella prima parte della serie viviamo il periodo duro e austero della fine della Prima Guerra Mondiale; segue il passaggio del Ventennio fascista e subito dopo la seconda guerra mondiale. Dopo averli conosciuti bambini e ragazzi, i fratelli Sartori sono protagonisti da adulti. Gabriele e Renzo – interpretati in modo convincente rispettivamente da Lastrico e Martari – intraprendono direzioni divergenti e mamma Nadia li ama entrambi, ma non nasconde che in ogni famiglia ci sia chi è nato per costruire, come Gabriele, e chi per distruggere, come Renzo. I valori che entrano in gioco nella loro vicenda sono l’onestà, la fedeltà coniugale, la generosità, la dignità del lavoro umile. A trasmetterli c’è soprattutto Nadia, infaticabile, determinata, fiera nella sua semplicità. Lei per prima ha tenuto in piedi il suo matrimonio, nonostante le fughe di Maurizio, cercando sempre, come lei ripete, di trovare il modo di volersi bene. Per questo toglie il saluto a Renzo per un suo gesto di codardia che ha messo in difficoltà una ragazza incinta. C’è spazio anche per una relazione lesbica nella grande famiglia Sartori: una figlia di Renzo ha una compagna e il padre rimane perplesso, pur senza avere argomenti per opporsi a quella scelta.
In conclusione Prima di noi è una serie consigliabile per tutta la famiglia, perché, coprendo un così ampio lasso di tempo, permette di immedesimarsi dagli attuali ottantenni ai ragazzi che sono adesso adolescenti e vedono in scena quelli degli anni Sessanta. Più fasce d’età possono respirare le atmosfere dei loro anni, con una predilezione per il pubblico del Nord, abituato di solito a cedere il passo a storie che ruotano attorno alla capitale.
Giovanni Capetta
Tematiche educative:
- Il confronto coi diversi periodi storici;
- L’importanza della famiglia per la vita dell’individuo;
- Il ruolo della donna nella società prima agraria e poi piccolo borghese;
- Il fondamentale esempio dei genitori per i figli;
- La preziosità del matrimonio nonostante i tradimenti.