Off Campus (prima metà)
INTERPRETI: Ella Bright, Belmont Cameli, Mika Abdalla, Stephen Kalyn, Antonio Cipriano
SCENEGGIATURA: vari
PRODUZIONE: 28 In Blue, Drowning Girl Productions, Temple Hill Entertainment, Billings Productions e Amazon MGM Studios
ANNO DI USCITA:
STAGIONI: 1 (8x46-56’)
PRIMA MESSA IN ONDA: Amazon Prime Video
DOVE SI PUÒ VEDERE ORA: Amazon Prime Video
GENERE: drammatico, sentimentale
Età cui è rivolta la serie (secondo noi): >16
Presenza di scene sensibili: numerose scene a contenuto sessuale, alcune scene di nudo, consumo di alcol, lessico talvolta scurrile.
NOTA: la recensione si riferisce alla prima metà della stagione e verrà aggiornata in seguito.
Il campione di hockey Garrett Graham e la studentessa di musica Hannah Wells stringono un patto: lei lo aiuterà a migliorare i suoi voti e lui a conquistare il ragazzo che le piace. Ovviamente, però, le cose non vanno come previsto. Tra finte relazioni, battibecchi e una crescente attrazione, i due scoprono di avere molto più in comune di quanto immaginassero. Basata sull’omonima saga di romanzi di Elle Kennedy, la serie ha conquistato in breve tempo un pubblico internazionale, affermandosi come uno dei maggiori successi di Prime Video e una delle sue serie d’esordio più viste di sempre.
Approfondimento
Pur non trattandosi di un teen drama in senso stretto – i protagonisti frequentano infatti l’università e non il liceo – Off Campus ne riprende gran parte degli elementi più riconoscibili e caratterizzanti. Al centro della storia troviamo infatti un affascinante campione di hockey e una ragazza talentuosa ma apparentemente ordinaria, che – allo scopo di ottenere quello che pensano di volere (Garrett prendere un bel voto in Filosofia e potersi continuare a dedicare all’hockey senza i problemi della media scolastica, Hannah conquistare il musicista Justin e riuscire a mantenere la borsa di studio che le permette di frequentare il college) – fingono di avere una storia, finendo poi per innamorarsi davvero. è questo (quello del fake dating, della relazione “per finta”) uno dei tropoi classici della commedia romantica, che sebbene visto e rivisto in film e serie di questo tipo, continua ad entusiasmare i fan e a decretare il successo del genere.
Un sapiente utilizzo degli ingredienti imprescindibili del romance e l’evidente chimica tra i due protagonisti ha permesso alla serie di conquistare pubblici appartenenti a generazioni diverse. Da una parte i Millennials, cresciuti a pane e commedie romantiche come A Cinderella Story; dall’altra la Generazione Z, che ritrova in Off Campus molti dei temi e dei linguaggi narrativi più popolari sui social e sulle piattaforme di streaming. Il risultato è una serie capace di parlare a spettatori differenti, cosa che sicuramente ha contribuito al suo successo.
L’aspetto più interessante e originale del racconto, tuttavia, risiede nel suo sguardo dichiaratamente femminile. A una prima occhiata Hannah Wells potrebbe sembrare l’ennesima protagonista acqua e sapone destinata a cadere tra le braccia del classico “bello e dannato”, un modello che continua a dominare le produzioni romantiche contemporanee, da After a Fabbricante di lacrime. In realtà, però, la serie sceglie una strada diversa. Hannah è una ragazza consapevole dei propri desideri, capace di esprimerli senza vergogna e di rivendicare il proprio spazio all’interno della relazione. Per molti aspetti, è lei il personaggio più forte della coppia, quello che guida l’evoluzione della storia, rifiutando di farsi definire dal suo passato (un episodio di abuso accaduto durante gli anni del liceo) e, anzi, ponendosi in modo attivo per superarlo. Allo stesso modo, anche Garrett non rientra nello stereotipo del bad guy così diffuso nel genere e così problematico, ma, anzi, dimostra una sensibilità non comune. Non sorprende quindi che diversi spettatori hanno sottolineato come sia evidente che Off Campus sia una serie pensata per un pubblico femminile e costruita a partire da una sensibilità femminile.
Come accade nella maggior parte dei teen drama, anche in Off Campus il gruppo dei pari occupa un ruolo centrale. Tra confraternite e case condivise, gli amici rappresentano una seconda famiglia e costituiscono il principale punto di riferimento emotivo dei protagonisti. Al contrario, le famiglie restano quasi sempre sullo sfondo (ad esempio nel caso di Hannah) o sono contraddistinte da rapporti conflittuali (nel caso di Garrett, che da sempre lotta tra il desiderio di soddisfare le aspettative del padre e il bisogno di differenziarsi totalmente da lui e dal suo carattere violento). A differenza che nei teen drama tradizionali, però, in questo caso la scelta risulta più coerente con l’ambientazione universitaria della storia e la distanza, soprattutto nel caso di Hannah, risulta più fisica che emotiva.
Infine, un elemento che ha sicuramente contribuito al successo della serie è la presenza di numerose scene a contenuto sessuale, spesso piuttosto esplicite. Rispetto ad altri prodotti contemporanei, in questo caso l’intimità tra i protagonisti non viene trattata come semplice provocazione, ma come parte integrante del percorso di conoscenza reciproca e di crescita emotiva dei personaggi. Nonostante questo, però, si tratta di un elemento da maneggiare con cura, specie con il pubblico dei più giovani.
Cassandra Albani
Tematiche educative:
- L’importanza del consenso e la rappresentazione di un rapporto paritario, sul piano emotivo e intimo;
- Il gruppo dei pari come modello identitario e di appartenenza;
- Un parziale ribaltamento degli stereotipi di genere. Quali modelli di femminilità e mascolinità propone la serie?