Upload

  • fantascienza, comedy
  • (Usa)
trailer

Ambientato in un futuro non troppo lontano (il 2033), Upload racconta la vicenda di un giovane programmatore, Nathan Brown, che un misterioso incidente della sua auto a guida autonoma porta in fin di vita. La scelta è fra l’incertezza di un aldilà misterioso, di cui poco si sa, se non quello che ci dicono le diverse religioni, e la versione high tech di una vita oltre la morte: l’upload, ovvero l’immagine virtuale di se stessi con i propri ricordi conservati in una memoria informatica e un ambiente in grafica tridimensionale in cui continuare a vivere. Nathan, spinto dalla fidanzata Ingrid, opta per la seconda ipotesi e si ritrova così in un lussuoso albergo immerso in una natura fittizia, con altri “upload” come lui, con cui comincia ad allacciare relazioni. La serie affronta con tocco leggero un tema complesso, già presente in altri prodotti di successo (tra i più noti The Good Place,) partendo da una buona intuizione iniziale, per poi prendere una piega che lascia sullo sfondo le tematiche legate all’aldilà privilegiando il tono leggero e il registro sentimentale. La vicenda si concentra soprattutto sul rapporto fra Nathan e Nora, il suo “angelo”, l’impiegata del customer care della Horizen, l’azienda che gestisce il paradiso virtuale, incaricata di assisterlo nel soggiorno a Lake View, il mondo digitale a tema dove il giovane vive la sua nuova condizione post-mortem. La relazione si fa sempre più intensa nonostante le obiettive difficoltà di comunicazione fra i due mondi, e sconfina anche nel giallo, quando si comincia ad affacciare l’idea che la fine terrena di Nathan possa non essere stata accidentale.

Giudizio riassuntivo

Qualità generale: ★ ★ ★ ☆ ☆
Qualità educativa: ★ ★ ★ ☆ ☆

Età cui è rivolta la serie: >14

Presenza di scene sensibili: turpiloquio, qualche scena violenta, accenni a rapporti sessuali, anche mediati dalla tecnologia. Qualche scena più esplicita.

Approfondimento

Upload, ideata da Greg Daniels, stessa firma di The Office, diverte, fa riflettere, tiene in sospeso lo spettatore, anche se purtroppo lo spunto iniziale non trova un adeguato sviluppo nel corso delle puntate. L’avventura ultraterrena di Nathan si rivela ben presto poco più di un pretesto per raccontare una storia che scorre poi su altri binari, più convenzionali. Lo spaesamento iniziale del protagonista, alle prese con un avatar immateriale e ricordi offuscati, si concentra sulle caratteristiche esteriori, come il ricco buffet virtuale della colazione nell’immenso albergo che accoglie gli innumerevoli ospiti defunti nella loro nuova vita, il rapido variare del paesaggio, modificabile a piacimento come lo sfondo di un desktop. Così i momenti di disagio e gli interrogativi esistenziali del protagonista vengono risolti per lo più con trovate comiche, come il cane-psichiatra ingaggiato per un’improbabile “pet therapy”, e la serie prende decisamente la direzione della commedia leggera, ben scritta e godibile, perdendo tuttavia di originalità e forza argomentativa.
I problemi del protagonista riguardano prevalentemente la relazione con l’invadente fidanzata, che organizza una sontuosa cerimonia funebre, cui Nathan può partecipare solo al di là di uno schermo, ma dove tutti sembrano scordarsi di lui. A riequilibrare la situazione ci sono i frequenti interventi dell’”angelo” Nora, che, grazie a un casco per la realtà virtuale si materializza nel mondo di Nathan non appena evocata. Per la ragazza il lavoro di assistenza – inizialmente vissuto come una normale routine – si fa via via più interessante, quasi un’evasione da una realtà frustrante dove ogni azione, dal lavoro agli incontri romantici, è soggetta a una valutazione con un punteggio numerico (simile alle recensioni ormai comuni sui siti web), da cui dipende l’accesso a servizi e opportunità. La serie affronta in modo marginale il tema della vita ultraterrena nei colloqui di Nora con il padre, scettico riguardo alle possibilità offerte dall’upload e fiducioso invece di poter raggiungere la moglie già deceduta ritrovandola dopo una morte “convenzionale” in un mondo del quale non sa nulla, ma che gli sembra comunque più interessante della realtà artificiale del Lake View, ambiente costosissimo del quale pagano il conto i vivi.
Uno spunto di riflessione interessante è relativo al rapporto fra classi che nel paradiso sintetico  non si attenua affatto, assumendo forme se possibile ancora più spietate. Nei sotterranei dell’hotel di lusso conducono una vita grama gli upload più poveri, che dispongono soltanto di due giga e sono relegati in un mondo grigio, disadorno, dove qualsiasi attività – anche il semplice pensiero – può portare rapidamente all’esaurimento delle risorse informatiche e quindi all’assoluta inattività.
Il personaggio di Nathan, che inizialmente conosciamo come un giovane e agguerrito imprenditore con pochi scrupoli, rivela puntata dopo puntata un lato più vulnerabile e un’inaspettata sensibilità, che lo porta ad appassionarsi alla causa dei poveri “due giga”, e approdare così a un finale a sorpresa che lascia decisamente aperta la possibilità di una seconda stagione, per ora soltanto annunciata.

Stefania Garassini

Temi di discussione

  • Le contraddizioni del modello consumistico che divide la società in ricchi e poveri;
  • Il senso delle relazioni umane anche se private della componente fisica;
  • Il potere della tecnologia di superare la barriera della morte fisica.