Poster della serie TV Merlin

Merlin

Qualità generale:
Qualità educativa:
IDEATORE: Julian Jones, Jake Michie, Johnny Capps, Julian Murphy
INTERPRETI: Colin Morgan, Bradley James, Katie McGrath, Angel Coulby, Richard Wilson, John Hurt
SCENEGGIATURA: Julian Jones, Jake Michie, Johnny Capps, Julian Murphy
PRODUZIONE: Shine, BBC
ANNO DI USCITA:
STAGIONI: 5 (13 episodi di 45/50’ circa per stagione)
PRIMA MESSA IN ONDA: BBC One
DOVE SI PUÒ VEDERE ORA: Amazon Prime Video
GENERE: fantasy, avventura, buddy
Età cui è rivolta la serie (secondo noi): >8
Presenza di scene sensibili: nessuna

CONSIGLIATA DA ORIENTASERIE

«In una terra di miti e in un’era di magia, il destino di un grande regno si poggia sulle spalle di un ragazzo. Il suo nome, Merlino». È un’introduzione che per molti millennials dell’ultima ora risuonerà viva nella memoria, e saprà di adolescenza. Merlin, serie fantasy per ragazzi britannica andata in onda tra il 2008 e il 2012 (2014, in Italia), ha accompagnato con le avventure di due giovani Merlino e Artù destinati a diventare il mago e il re più grandi di tutti i tempi la stessa generazione cresciuta insieme alla saga letteraria e cinematografica di Harry Potter. Grazie al suo maghetto (questa volta giovane uomo, e in un’epoca molto più antica) ha saputo raccontare a un pubblico di tutte le età, con semplicità, profondità, spirito d’avventura e un equilibrato intreccio di comicità e drammaticità, una storia di formazione costellata di tematiche universali, prime fra tutte il destino e l’amicizia.

 

 

 

 

Approfondimento 

 

Incontriamo Merlino mentre arriva a Camelot, il bagaglio pieno di speranze e di domande sul senso dei suoi innati e straordinari poteri. A corte la magia è bandita, pena la morte, ma c’è un uomo che può aiutarlo: Gaius, il medico di corte, che un tempo aveva praticato le arti magiche e che diventerà il suo mentore. Insieme a un drago, incatenato nei sotterranei del castello a perenne monito, che gli rivelerà il suo destino: mettere la sua magia al servizio del principe Artù, a lui vicino per età ma non certo per lignaggio, né tantomeno per carattere.
Nonostante gli iniziali conflitti e il segreto che aleggia sulla vera natura di Merlino, tra il principe e il suo servitore nascerà una profonda amicizia, suggellata da un destino comune: sono «due facce della stessa medaglia», e insieme, secondo la profezia, fonderanno Albione, un nuovo regno e una nuova era dove trionferà la giustizia e la magia tornerà a prosperare. Eppure, l’ombra di un oscuro presagio, la caduta di Artù, renderà sempre più difficile scorgere (e compiere) ciò che è giusto e continuare a sperare in un suo miracoloso ritorno.

 

Sottotrame verticali che affrontano una molteplicità di temi

La trama principale si articola in avvincenti sottotrame “verticali”, autoconclusive, che animano ogni puntata con una nuova sfida che Merlino è chiamato ad affrontare. Si tratta di un plot molto ricco non solo dal punto di vista narrativo, ma anche tematico, in un amalgama estremamente coerente e ben riuscito.
Una tematica universale che crea un ponte ideale tra l’antica leggenda narrata e il pubblico contemporaneo è l’amicizia: Merlino e Artù sono i due poli di una buddy series (una serie quindi incentrata su una coppia di amici, spesso uniti per caso e/o per necessità, in genere uomini, che imparano a rispettarsi nonostante le differenze) che racconta senza esclusione di colpi le avventure di due improbabili amici, accomunati dal peso di un destino più grande della loro giovane età, e di cui impareranno a farsi carico.
È quindi una storia di formazione in cui i protagonisti impareranno, spesso a proprie spese, a fare la cosa giusta, a prescindere dalle profezie e dalle tradizioni imposte dai re del passato. A differenza di Morgana, che, soggiogata dalla paura e dall’odio, sceglierà la via del male, diventando da metà serie in poi l’antagonista principale.
L’altro tema cardine è il destino, che se da un lato dà senso all’esistenza, dall’altro è spesso un fardello difficile da portare, in aperto conflitto con il bisogno di credere nel libero arbitrio. La soluzione, profondamente educativa, proposta dalla serie è che la vera libertà si fonda nello scegliere come andare incontro al destino, e nell’opporre alla logica della pura razionalità, e in fondo della paura e del disincanto («Non c’è giusto o sbagliato, solo quello che è e quello che non è»), quella della lealtà, dell’amicizia e dell’amore («La soluzione si trova in una forza così potente che né tu né io possiamo capire, una forza che ha fatto impazzire molte menti. È la forza più antica e potente di tutte: l’amore»).

 

Una serie che ha accompagnato il suo pubblico nella crescita

È certamente una serie che negli anni è cresciuta insieme al suo pubblico, nella progressiva complessità delle tematiche narrate e nell’“oscurità” crescente delle profezie, ma il suo target principale rimane la fascia 8-15: del tutto assenti, quindi, scene sensibili di carattere violento, nonostante duelli e battaglie, e sono perdonabili alcune situazioni talvolta poco plausibili (al di là dei draghi!) per l’epoca in cui è ambientata la storia. L’ambientazione stessa è infatti lontana da quella “storica” in cui sarebbe vissuto re Artù: è caratterizzata da elementi fantastici e in generale più tardi, che richiamano le atmosfere delle leggende attraverso cui conosciamo il mito arturiano (creature magiche, incantesimi, castelli da fiaba, tornei, balli a corte), in linea però con il genere fantasy che contraddistingue la serie.
Ciò che più rende Merlin un esempio di serie cosiddetta “comfort (un prodotto sicuro, rassicurante e accogliente, confortevole appunto, che con semplicità affronta temi profondi che sentiamo vicini) è da un lato un protagonista vicino a come ognuno di noi (soprattutto da bambino o adolescente) si sente e sogna di essere: un outsider che nasconde in realtà un enorme potenziale, destinato a grandi cose; dall’altro, la profezia dell’avvento di Albione e del ritorno del re caduto, un invito a sperare anche quando tutto sembra perduto.
Grazie a tutto questo, Merlin ha saputo espandersi al di là del finale chiaroscurale (e forse anche un po’ grazie a questo, ispirando malinconia per un mancato lieto fine) e della serie stessa, radicandosi a tal punto nel cuore degli spettatori da dare vita ancora oggi, dopo oltre dieci anni, a fan fiction e fan art che immaginano labirintiche sottotrame, finali alternativi e sequel inaspettati, e addirittura a cosplayer e balli in maschera nel luogo che ospitò il set, il castello di Pierrefonds.

 

Chiara Bianchi

 

Tematiche educative:

  • Destino e libertà: esiste un disegno più grande, che dà senso alla nostra esistenza? E se c’è, se tutto è già scritto, possiamo considerarci liberi?
  • Fare la cosa giusta: è lecito mettere da parte la nostra umanità per un presunto “bene più grande”? O è rimanendo fedeli ai propri ideali di giustizia e amore che, nonostante le piccole grandi sconfitte quotidiane, difenderemo realmente ciò che abbiamo costruito?
  • Eroismo e riconoscimento: quanto è importante essere visti per ciò che si è e per gli atti che si compiono?

Trailer Merlin