Mercoledì 2
INTERPRETI: Jenna Ortega, Catherine Zeta-Jones, Luis Guzmàn, Fred Armisen
SCENEGGIATURA: Alfred Gough, Miles Millar, altri
PRODUZIONE: 1.21 Films, Millar Cough Ink, Tim Burton Production, Glickmania Media, Tee and Charles Addams Foundation, MGM Television
ANNO DI USCITA:
STAGIONI: 2 (16x47/52’)
PRIMA MESSA IN ONDA: Netflix
DOVE SI PUÒ VEDERE ORA: Netflix
GENERE: fantasy, horror, teen drama
Età cui è rivolta la serie (secondo noi): >15
Presenza di scene sensibili: alcune scene violente o disturbanti, numerose scene di tensione.
Trovate la recensione della stagione precedente qui.
Dopo le vacanze estive, Mercoledì Addams torna alla Nevermore. Il nuovo anno si preannuncia carico di infauste (almeno per lei) novità: il fratello Pugsley frequenterà la sua stessa scuola; la sua compagna di stanza Enid – dopo aver scoperto la sua natura di lupo mannaro – è piena di grilli per la testa (sentimentali e non); il nuovo preside Barry Dort non fa altro che celebrarla come l’eroina che ha salvato la scuola e non perde occasione per metterla in imbarazzo davanti a tutti; e, come se non bastasse, i suoi genitori Gomez e Morticia hanno accettato un ruolo che li porterà a gravitare intorno alla Nevermore un po’ troppo spesso. Tra omicidi sanguinari, visioni paranormali, vecchi nemici che fanno ritorno e legami familiari complicati, Mercoledì prova a trovare un difficile equilibrio tra il suo desiderio di solitudine, la volontà di bastare a sé stessa, rifiutando di dipendere dagli altri, e l’istinto di protezione verso coloro che – al di là delle battute taglienti e del suo modo di fare scostante – le sono più cari di quanto non ammetterebbe mai.
Approfondimento
Rilasciata in due parti (la prima uscita il 6 agosto, la seconda il 3 settembre), la nuova stagione di Mercoledì ripropone gli ingredienti che hanno reso la prima un successo globale: il fascino gotico delle ambientazioni, l’estetica “burtoniana”, fatta di ombre eleganti, humor nero e atmosfere sospese tra il macabro e l’ironia, e soprattutto una protagonista che continua a essere magnetica. Jenna Ortega si conferma la vera anima della serie: il suo modo di incarnare Mercoledì – con la sua postura rigida, lo sguardo impassibile e quella sottile vena di sarcasmo che riesce a rendere ogni battuta memorabile – è ancora una volta la ragione principale per restare incollati allo schermo.
Eppure, nonostante il ritorno di tutti questi elementi familiari, Mercoledì 2 fatica a ritrovare la freschezza della prima stagione. Se allora l’universo della Nevermore appariva come un perfetto equilibrio tra teen drama, horror e commedia gotica, ora la serie tende a ripetere una formula già testata senza però riuscire a sorprenderci davvero.
In questa seconda stagione, la componente horror cresce in modo significativo. Le sequenze macabre diventano più esplicite e le morti più crude, tanto che alcune scene possono risultare decisamente disturbanti per un pubblico giovane o facilmente impressionabile. Questa evoluzione, se da un lato risulta coerente con la crescita del personaggio di Mercoledì (più matura e consapevole del suo lato oscuro), dall’altro rischia di sacrificare quella vena ironica e leggera che aveva reso la serie accessibile e brillante anche per chi non ama l’horror puro.
La trama, nel tentativo di ampliare l’universo narrativo della serie, si fa più corale ma anche più dispersiva. Negli otto episodi di questa seconda stagione si intrecciano svariate linee narrative, ma non tutte risultano egualmente riuscite (soprattutto quella relativa alla madre di Bianca e alle vicissitudini della setta Morning Song, che poco hanno a che fare con la trama principale). È invece quando la serie torna a concentrarsi sulle relazioni “umane” che ritrova la sua forza: l’amicizia tra Mercoledì ed Enid continua a essere tenera e complessa, fatta di differenze inconciliabili ma anche di autentica lealtà, mentre il rapporto tra Mercoledì e Morticia aggiunge spessore e profondità emotiva, offrendo nuove chiavi di lettura della protagonista ed esplorando un rapporto madre/figlia che solitamente nei teen drama si affronta molto superficialmente.
Cassandra Albani
Temi di discussione:
- Il difficile confine tra indipendenza e isolamento: quanto è difficile rimanere fedeli a sé stessi senza respingere chi ci vuole bene.
- Il peso dell’eredità familiare e il desiderio di non ripetere gli errori commessi dai propri genitori.
- Il complesso rapporto tra poteri individuali e responsabilità collettive.