Poster della serie TV L’amore e la vita. Call the midwife (Call the midwife)

L’amore e la vita. Call the midwife (Call the midwife)

Qualità generale:
Qualità educativa:
IDEATORE: Heidi Thomas (sulla base delle memorie di Jennifer Worth raccontate nel libro Chiamate la levatrice - Call the Midwife: A True Story of the East End in the 1950s).
INTERPRETI: Jessica Raine, Vanessa Redgrave, Jenny Agutter, Bryony Hannah, Laura Main, Judy Parfitt, Helen George, Pam Ferris, Miranda Hart, Stephen McGann, Ben Caplan.
SCENEGGIATURA: Heidi Thomas, Jennifer Worth, Harriet Warner e altri.
PRODUZIONE: Neal Street Productions, BBC
ANNO DI USCITA:
STAGIONI: 15 (131x42-52')
PRIMA MESSA IN ONDA: su BBC One il 15 gennaio 2012. In italiano su Rete4 il 6 luglio 2014.
DOVE SI PUÒ VEDERE ORA: Su Rete4 stagioni 1-2. Su Netflix stagioni 3-5. Su Sky Serie stagioni 6-11. Su Amazon Prime Video stagioni 1-5.
GENERE: storico, drammatico
Età cui è rivolta la serie (secondo noi): >12
Presenza di scene sensibili: nessuna

CONSIGLIATA DA ORIENTASERIE

La serie segue il racconto (la voce fuori campo in originale è quella di Vanessa Redgrave) della neo diplomata levatrice Jenny Lee, che è destinata alla Nonnatus House, un convento infermieristico di suore anglicane nello svantaggiato Poplar, un quartiere di Londra estremamente povero dell’East End, negli anni ’50. È questo un microcosmo dove nascono fra gli 80 e i 100 bambini in un mese e il dato già rivela quanto movimentata sia l’attività delle levatrici e delle suore, anch’esse ostetriche, chiamate a domicilio talvolta per più parti al giorno. Jenny entra presto in confidenza con le colleghe Trixie, ragazza carina, ma un po’ svampita; la timida Cynthia e Chummy, anch’essa nuova arrivata nel gruppo e piuttosto impacciata. Jenny fa la conoscenza di tutte le suore che si troveranno a collaborare con lei: la madre superiora Julienne, sorella Evangelina, l’anziana sorella Monica Joan e sorella Bernadette, nonché col factotum del convento e con il medico che spesso le affianca negli interventi.
Ad ogni richiesta d’aiuto – per telefono o con il passa parola – le nostre inforcano le loro biciclette e raggiungono la partoriente di turno. Ogni volta, il travaglio è accompagnato dalla storia di quella donna che sta diventando madre e della sua famiglia. Il neonato può essere a lungo atteso, oppure rifiutato; può nascere sano o con qualche problema e talvolta può purtroppo anche nascere morto. L’ostetricia è ancora una scienza essenziale, mancano le ecografie, si scopre alla nascita se il bimbo è maschio o femmina e anche le condizioni igieniche non sono sempre le più adatte. Le nostre levatrici si fanno spesso anche assistenti sociali, spendendosi perché i neonati che fanno nascere abbiano una prospettiva di vita quanto più serena possibile.

 

 

 

 

Approfondimento 

 

L’eccezionale longevità della serie e il suo corrispettivo successo si devono ad un’ottima scrittura e ad una conforme resa produttiva grazie ad un cast artistico e tecnico di prim’ordine, come avviene abitualmente quando si tratta di realizzazioni marcate BBC. Sceneggiatori, attori e registi sono tutti e sempre all’altezza della situazione e lo spettatore viene coinvolto in un racconto che non manca mai di appassionare.
Per una volta ci troviamo d’accordo con l’aggiunta del titolo italiano, perché esplicita la linea narrativa portante del racconto, che ha appunto la volontà di mettere al centro la vita nascente e l’amore che l’ha generata o che è chiamato ad accoglierla. Le levatrici sono accomunate da una sensibilità speciale, una vicinanza ai bisogni delle donne che assistono e un moderno approccio alla gravidanza che mette al centro la donna in un’epoca in cui non era scontato. Quelle che possono dirsi istanze femministe sono affiancate da un profondo sentimento religioso che è portato dalle suore della serie. Queste ultime se – sono anglicane – non condannano i metodi anticoncezionali, sono spesso sinceramente coinvolte nelle storie delle pazienti e le portano a Dio nelle loro preghiere.
La casistica che si sussegue nei diversi episodi è la più varia: dall’inaspettato parto gemellare, al neonato di colore, frutto di adulterio che deve essere mostrato al padre del tutto ignaro del tradimento. La gravidanza della figlia di un capitano di una nave mercantile, abusata dai marinai della ciurma. La femmina di un padre che voleva solo un maschio per proseguire il lavoro della sua azienda. E poi tanti altri eventi in cui le protagoniste sono chiamate a sfidare la malattia e la morte stessa per offrire vita ai personaggi delle puntate. Si pensi alla cura e alla dedizione che la madre superiora riserva ad un feto malformato che le muore fra le braccia poco dopo la nascita. Una continua sfida in cui, oltre alle competenze mediche, le midwife mettono in gioco tutta la loro preziosa umanità ricevendo sempre il premio di una sincera gratitudine da parte dell’intera comunità.
Le vite private delle levatrici e delle suore si aggiungono ai casi di puntata non facendo mancare una linea romantica fatta di amori, fidanzamenti e matrimoni che giustificano l’uscita di scena dei primi personaggi e l’ingresso di nuovi nel corso delle stagioni. La serie è improntata ad un profondo realismo e non fa sconti nel presentare le durezze della vita, eppure tutte le situazioni, anche le più critiche, vedono affiorare una voce di speranza nel giusto e nel bene. Un tono positivo, fortemente connotato che si mantiene di stagione in stagione e risponde alle attese di un pubblico vasto e famigliare mettendo d’accordo sia gli adulti sia i giovani.

Giovanni Capetta

Tematiche educative:

  • Il ruolo della donna tra emancipazione e tradizione;
  • Fede religiosa e assistenza alla persona;
  • La nascita come esperienza umana e sociale.

Trailer L’amore e la vita. Call the midwife (Call the midwife)