La preside
INTERPRETI: Luisa Ranieri, Ludovica Nasti, Brunella Cacciuni, Alessandro Tedeschi, Daniela Loia, Francesco Zenga, Enzo Casertano, Claudia Tranchese
SCENEGGIATURA: Luca Zingaretti, Cristiana Farina, Maurizio Careddu
PRODUZIONE: Bibi Film Tv, Zocotoco in collaborazione con Rai Fiction e Netflix
ANNO DI USCITA:
STAGIONI: 1 (8x50')
PRIMA MESSA IN ONDA: Rai1
DOVE SI PUÒ VEDERE ORA: RaiPlay
GENERE: drammatico
Età cui è rivolta la serie (secondo noi): >16
Presenza di scene sensibili: riferimenti alla sessualità; atti di bullismo e violenza soprattutto sul personaggio di Mario, riferimenti all’uso di droga e criminalità; occasionale turpiloquio
Dopo aver vinto il concorso come dirigente scolastica, Eugenia Liguori sceglie di prendere in mano una piccola scuola abbandonata nella cittadina di Caivano, in provincia di Napoli. Nota soprattutto per i drammatici eventi di cronaca nera, per il giro di spaccio e per le attività criminali, Caivano è spesso teatro di degrado e tragedie. Ma Eugenia Liguori, fermamente convinta che un cambiamento sia possibile anche là dove le condizioni non lo permettono, non si lascia determinare dal pessimismo e inizia a piantare semi d’amore in questo terreno così arido. La preside interpretata da Luisa Ranieri è resiliente, crede nel potere pedagogico e salvifico dell’educazione e conquista gli studenti attraverso l’ascolto, l’attenzione, sguardi e gesti affettuosi. Eugenia li invita a tornare a scuola e li aiuta a riscoprire il proprio talento, invitandoli a coltivare sogni, passioni e ambizioni. È cosi per Michele, aspirante cuoco, per Gaetano e Jessica, dotati di una voce unica, per Margherita, futura scrittrice. Intorno a loro si muovono anche Mario, un ragazzo che ha cambiato sesso e che è spesso oggetto di pregiudizi e atti di bullismo, Maria, incastrata in una relazione tossica, e tutti i docenti e bidelli che lavorano a un progetto educativo comune. Ispirata alla storia vera della coraggiosa Eugenia Carfora, La Preside nasce da un’idea di Luca Zingaretti, è diretta da Luca Miniero ed è disponibile su RaiPlay. La storia di questi incontri e delle relazioni tra docenti e studenti viene raccontata attraverso un registro nel quale il dramma convive con la commedia, con una sceneggiatura che porta la firma di Farina e Careddu, già noti per Mare Fuori. Al centro di questo racconto universale c’è una donna idealista, visionaria e testarda che ha trasformato un istituto segnato dal degrado in un luogo di rinascita. Luisa Ranieri dona credibilità a questa donna carismatica che crede nella forza dell’istruzione come motore del riscatto sociale. Dotata di determinazione ed empatia, Eugenia invita i suoi studenti a riflettere sulla pericolosità della violenza e a ritrovare il rispetto verso loro stessi. Un messaggio coraggioso e ottimista che fa ben sperare e riflettere su come un orizzonte diverso sia sempre possibile.
Approfondimento
“La pazza”! Viene soprannominata così la nuova preside dell’istituto professionale Anna Maria Ortense di Caivano. Eugenia si muove in un contesto dimenticato da tutti e fa il suo ingresso in un istituto fatiscente, tra aule e corridoi vuoti. Un luogo completamente spogliato della sua valenza educativa e pedagogica e occupato persino da una lavanderia abusiva. Determinata a fare la differenza là dove persino provveditorato e istituzioni hanno piantato da tempo una bandierina per la resa, Eugenia contrasta con grinta uno status quo dove criminalità e omertà sono all’ordine del giorno. La preside, in lotta con adulti anaffettivi e diseducativi, crede nella potenza della scuola, nell’educazione come strumento di salvezza e cambiamento per tutti quei ragazzi da tempo rassegnati.
Con l’aiuto di alcuni insegnanti, determinati quanto lei a fare la differenza, Eugenia percorre le vie di Caivano e con un megafono in mano, nome dopo nome, chiama i suoi studenti a raccolta. Una presa di posizione unica ma scomoda che le causerà enormi difficoltà, non solo professionali ma anche personali. Eugenia, difatti, è un personaggio in bilico, alle prese con numerose sfide. Non solo quelle educative, che mettono a rischio lei e la sua famiglia, ma anche quelle personali, che incrinano la relazione con il marito e soprattutto quella con uno dei figli. Quest’ultimo, geloso della relazione tra sua madre e i suoi studenti, ricerca attenzioni proprio mediante tutti quei comportamenti che sua madre cerca di contrastare.
La Preside affronta il tema dell’educazione, del pregiudizio, del cambiamento, della crescita attraverso le storie di un gruppo di studenti convinti di poter essere qualcuno solo attraverso la strada. I personaggi sono adolescenti alle prese con un’infanzia difficile, un presente degradato e un futuro incerto. Tutti hanno famiglie e vissuti complicati, con genitori assenti, spesso egoisti o immaturi, se non addirittura fonte di continua sofferenza. Sono ragazzi incastrati da dinamiche che non vogliono davvero abbracciare e che non hanno nessuna idea di cosa voglia dire sognare.
La serie riesce a raccontare le insicurezze, le paure, i sentimenti e i desideri degli studenti, eludendo il rischio di scivolare nel dramma eccessivo o nel facile pietismo e concentrandosi sull’intimità dei personaggi. Sebbene spesso troppo prevedibile negli sviluppi e con personaggi eccessivamente stereotipati, La Preside abbraccia un’idea ben precisa; la possibilità di rinascere attraverso la speranza. Il messaggio è incoraggiante e ottimista e il racconto è costruito intorno a una semplice ma importantissima domanda di fondo: può l’istruzione salvare il destino di quei ragazzi in cui non crede più nessuno? La serie non ha dubbi in merito e la sua risposta è evidente nella scelta coraggiosa di una donna che ha fatto dell’insegnamento la sua vocazione, restituendo dignità e speranza a un gruppo di studenti come tanti altri.
Marianna Ninni
Tematiche educative:
- La scuola non soltanto come luogo di istruzione, ma di riscatto sociale e trasformazione;
- La preside e gli insegnanti quali punti di riferimento e vere e proprie guide,
- La capacità di trovare speranza anche in quei luoghi di eccessivo degrado;
- Le relazioni, la scoperta di sé e il bisogno di appartenenza nel percorso di crescita adolescenziale;
- Il confronto tra educazione domestica, con attenzione a genitori anaffettivi, ed educazione scolastica, con attenzione al ruolo di insegnanti e compagni nel percorso di crescita.