Poster della serie TV La bomba sul volo Pan Am 103

La bomba sul volo Pan Am 103

Qualità generale: 5 su 5
Qualità educativa: 4 su 5
IDEATORE: Jonathan Lee, Adam Morane-Griffiths
INTERPRETI: Connor Swindells, Patrick J. Adams, Lauren Lyle
SCENEGGIATURA: Jonathan Lee, Gillian Roger Park
PRODUZIONE: Drama Republic, Universal International Studios, Focus Features World Productions, altre
ANNO DI USCITA:
STAGIONI: 1 (6x50-60’)
PRIMA MESSA IN ONDA: Netflix
DOVE SI PUÒ VEDERE ORA: Netflix
GENERE: storico, drammatico
Età cui è rivolta la serie (secondo noi): >14
Presenza di scene sensibili: alcune scene di tensione, una storia di suicidio.

CONSIGLIATA DA ORIENTASERIE

Il 21 dicembre 1988 il volo Pan Am 103, partito dall’aeroporto di Heathrow e diretto a New York, esplode in volo nei cieli scozzesi, provocando la morte delle 259 persone a bordo e di 11 abitanti della sottostante cittadina di Lockerbie. Dopo i primi, convulsi giorni dedicati alla ricerca dei corpi e dei rottami dell’aereo, appare subito chiaro che il disastro non è frutto di un incidente o di un errore del pilota, ma di un attentato di matrice terroristica. Le indagini si rivelano però estremamente complesse, anche per la natura internazionale della vicenda: il volo Pan Am 103 era partito da Francoforte, aveva fatto scalo a Londra ed era diretto a New York, aveva a bordo soprattutto passeggeri americani, ma l’esplosione avvenne in territorio scozzese. A condurre le indagini sono dunque le autorità scozzesi, che si trovano ben presto a dover fare i conti con l’FBI, la CIA e le altre agenzie americane, in un intreccio di competenze, interessi e piste che rendono il caso ancora più difficile.
La serie riesce a fondere con grande equilibrio la dimensione investigativa – fatta di indizi, sospetti, vicoli ciechi e un’indagine destinata a protrarsi per anni, fino ai processi di Camp Zeist (1999-2001) – con quella più intima e umana. Al centro della storia non ci sono infatti soltanto i detective impegnati nella ricerca della verità, ma anche i familiari delle vittime, costretti a convivere con un lutto improvviso e con il bisogno di comprendere cosa sia realmente accaduto, e gli abitanti di Lockerbie, la cui quotidianità viene sconvolta da una tragedia di proporzioni immani. Il risultato è una miniserie splendida, capace di risultare calda ed emozionante senza però mai scivolare nel patetico.

 

 

 

 

 

 

Approfondimento 

 

Uno dei meriti principali della serie è quello di partire da un evento storico di portata internazionale per raccontare non soltanto le indagini, ma soprattutto le persone che, in modi diversi, ne furono travolte. Il disastro di Lockerbie diventa così il punto di partenza per una storia che si sviluppa su più livelli: c’è il thriller investigativo, con la ricerca dei responsabili e la progressiva ricostruzione della dinamica dell’attentato, ma c’è anche il racconto di una comunità sconvolta, dei familiari delle vittime che per anni lottarono  per ottenere delle risposte, e dei detective che, dopo aver lavorato sul caso, non furono più in grado di lasciarselo alle spalle.

 

Il confronto tra due approcci investigativi molto diversi

Sul piano delle indagini, la serie costruisce un interessante confronto tra due approcci molto diversi. Da una parte ci sono gli scozzesi, chiamati a lavorare direttamente sulla scena di uno dei più grandi crimini mai affrontati dalla polizia britannica: uomini che battono palmo a palmo un territorio immenso, raccolgono frammenti, catalogano oggetti, ascoltano testimonianze e inseguono ogni possibile traccia. Un metodo che può apparire più artigianale e meno sofisticato rispetto alle risorse delle grandi agenzie americane, ma che ha dalla sua una straordinaria partecipazione umana, perché coinvolge persone che hanno visto da vicino la devastazione di Lockerbie e che sentono il bisogno di dare un nome e un volto ai responsabili.
Dall’altra parte c’è l’apparato americano, rappresentato soprattutto dall’FBI, con a disposizione strumenti investigativi sofisticati e una prospettiva inevitabilmente più ampia. Negli USA l’indagine si intreccia fin da subito con equilibri diplomatici e interessi politici: individuare il responsabile significa anche capire come muoversi senza compromettere rapporti internazionali delicatissimi. 
A rendere particolarmente efficace questo contrasto sono i tre personaggi attraverso i quali la serie osserva la vicenda. Connor Swindells, l’Adam Groff di Sex Education METTERE LINK  interpreta il detective scozzese Ed McCusker, uomo di polizia ma anche marito e padre, che fatica a riconoscere persino a sé stesso il peso emotivo che l’indagine sta avendo su di lui. Patrick J. Adams, il Mike Ross di Suits, è invece l’agente FBI Dick Marquise, incaricato di guidare la risposta americana e di coordinarsi con gli investigatori scozzesi, nonostante le resistenze dei suoi superiori. Infine c’è Kathryn Turman, interpretata da Merritt Wever, figura che introduce nella storia il punto di vista delle famiglie delle vittime e, più in generale, il problema di come le istituzioni si rapportino con chi ha perso una persona amata. 

 

Una tragedia costantemente in bilico tra dimensione politica e privata

La serie evidenzia poi come, nella tragedia di Lockerbie, siano stati gli scozzesi i veri eroi: uomini e donne che hanno svolto il proprio lavoro d’indagine dedicandovi anima e corpo, sacrificando il sonno e la serenità personale, ma anche una comunità che ha saputo stringersi attorno alle vittime e alle loro famiglie. In particolare, le donne di Lockerbie si mobilitano per offrire accoglienza, conforto e sostegno a chi arriva da lontano, trasformando una piccola comunità sconvolta dal dolore in un luogo capace di offrire umanità e vicinanza. Sono gesti e rapporti umani che non si esauriscono con la fine dell’emergenza, ma continuano nel tempo, anche quando l’indagine si allontana da Lockerbie e gli anni passano.
Ed è proprio questo continuo oscillare tra il grande quadro politico e la dimensione privata a impedire alla serie di trasformarsi in un semplice procedural. Dietro ogni prova, ogni rapporto della polizia, ogni contrasto tra agenzie e ogni pista internazionale rimangono sempre le persone. In questo modo, la serie riesce a trasformare una vicenda storica in un racconto umano e universale, mostrando come, per chi l’ha vissuta direttamente, Lockerbie non sia mai stato soltanto un “caso da risolvere”, ma una ferita destinata a rimanere aperta per decenni e, al contempo, un terreno fertile su cui hanno potuto fiorire grandi storie di amicizia e speranza.

 

Cassandra Albani

Tematiche educative:

  • Il rapporto tra lutto, memoria e necessità di dare un senso a una ferita destinata a rimanere aperta nel tempo;
  • La solidarietà e la vicinanza umana come risposte a una tragedia;
  • La difficile ricerca della verità e quanto sia importante accertarla per poter guardare avanti.

Trailer La bomba sul volo Pan Am 103