Invisibile
INTERPRETI: Aura Garrido, Miki Esparbé, Eric Seijo
SCENEGGIATURA: Paco Caballero, Eloy Moreno
PRODUZIONE: Aralán Films, Morena Films
ANNO DI USCITA:
STAGIONI: 1 (6x50')
PRIMA MESSA IN ONDA: Disney+
DOVE SI PUÒ VEDERE ORA: Disney+
GENERE: teen drama
Età cui è rivolta la serie (secondo noi): >14
Presenza di scene sensibili: scene di violenza e bullismo
CONSIGLIATA DA ORIENTASERIE
Vittima di ripetuti episodi di bullismo, il dodicenne Capi si trova in ospedale dopo un tragico incidente ed è affetto da disturbi dovuti al trauma subito. Nel frattempo, a scuola si aprono le indagini per trovare i responsabili.
Una serie che affronta il bullismo in modo diretto e sfacciato, suggerendo una strada per contrastarlo. Un prodotto a tratti didascalico ma che può essere utilizzato per affrontare il tema con ragazzi ed educatori.
Approfondimento
Relazioni adolescenziali deboli
Invisibile ricorda in più di un passaggio il meglio risuscito Adolescence. C’è il ragazzo timido e secchione che subisce azioni di bullismo, i genitori buonanime ma assenti, i professori troppo presi dal gestire i ragazzi per accorgersi davvero di loro, gli amici omertosi e lo psicologo come elemento cardine per la scoperta della verità.
Eppure, nel suo attenersi ad una trama da manuale di psicologia, la serie ha il pregio di mettere ben in evidenza i tratti tipici dei personaggi che, consapevolmente o meno, ricorrono nelle dinamiche relative al bullismo.
Il protagonista e l’antagonista sono simili a quelli del film Wonder: il primo ha una spiccata fantasia che lo porta spesso ad evadere dalla realtà cercando rifugio nell’immaginazione, il secondo è smaccatamente malvagio perché vittima a sua volta e bisognoso di attenzioni.
Gli amici di Capi, fin da subito consapevoli di ciò che subisce il ragazzo, sembrano incapaci di reagire e si rendono così responsabili del male commesso. Questo è uno dei messaggi forti della storia: tutti sono responsabili se rimangono a guardare.
Ma la necessità di affermare questa verità va un po’ a discapito del realismo narrativo. Nessuno degli studenti infatti fa mezzo tentativo di avvisare qualche adulto o fermare la situazione, impauriti da un bullo odiato da tutti, adulti e ragazzi, e quindi facilmente denunciabile.
Insegnanti presenti/assenti
La scuola è presentata come un ambiente medio borghese in epoca contemporanea: non è quindi credibile fino in fondo che nessuno provi anche solo a fermare il ragazzo e che l’unica docente che osa sottoporre alla dirigente la questione venga immediatamente azzittita.
Tuttavia, emergono bene i tratti di ciò che talvolta può accadere e questo può sicuramente essere interessante per docenti ed educatori.
Non sempre infatti i ragazzi si svelano per quello che sono, nel bene e nel male, e forse al giorno d’oggi, più che somministratori di conoscenze asettiche, bisognerebbe diventare adulti attenti a far emergere la persona e i suoi bisogni attraverso il proprio insegnamento.
La figura della supplente per questo è molto interessante. Attenta al ragazzo a causa di ciò che ha subito nel passato, gli rimane accanto come un mentore discreto e angelo custode. Non è invadente, ma sempre presente, e cerca di aiutare i ragazzi a fare un percorso di consapevolezza attraverso la materia insegnata. E questo si rivela salvifico per il protagonista: non tanto un’invadenza o un sostituirsi a lui, ma farlo sentire “visto”, guardato per quello che è, non “invisibile”, come lui stesso vorrebbe essere di fronte all’esistenza.
Genitori, i veri invisibili
A fare davvero una brutta figura sono, come spesso accade nella fiction, i genitori di Capi. Tanto premurosi dopo l’incidente del figlio, quanto evidentemente trasparenti durante la sua vita precedente. La madre scoppia in lacrime quando scopre cosa è accaduto in tutti quei mesi al figlio, atti di bullismo per cui ha riportato anche lesioni molto importanti. Davvero non ci si capacita del fatto che non se ne siano mai accorti.
Se è fin troppo smaccata l’irresponsabilità dei genitori, sicuramente anche questo aspetto risuona come un monito. Occorre vigilare su ciò che i ragazzi vivono, su ciò che guardano. Occorre un dialogo aperto e sincero, che non si improvvisa ma si costruisce nel tempo. Questa è l’avventura dell’educazione.
Ilaria Giudici
Temi di discussione
- Relazioni familiari e in ambiente scolastico;
- Amicizia e problematiche adolescenziali;
- Bullismo.