For All Mankind 5
INTERPRETI: Joel Kinnaman, Wrenn Schmidt, Cynthy Wu, Coral Peña e Toby Kebbell
SCENEGGIATURA: Matt Wolpert, Bradley Thompson, David Weddle, Ben Nedivi, Nina Braddock
PRODUZIONE: Sony Pictures Television, Tall Ship Production
ANNO DI USCITA:
STAGIONI: 5 (50x61-65')
PRIMA MESSA IN ONDA: Apple TV+
DOVE SI PUÒ VEDERE ORA: Apple TV+
GENERE: fantascienza, drama, ucronia
Età cui è rivolta la serie (secondo noi): >14
Presenza di scene sensibili: linguaggio volgare, violenza, sostanze stupefacenti, immagini macabre.
TROVATE LA RECENSIONE DELLE STAGIONI PRECEDENTI QUI.
Sono passati dieci anni dalla fine della quarta stagione e la corsa allo spazio continua. Nell’anno 2010 di questa versione alternativa della Storia, lo scacchiere geopolitico, ormai esteso al controllo del sistema solare, è ancora più intricato. La colonia marziana di Happy Valley è controllata dall’M6, inedita alleanza politica – una sorta di versione interplanetaria della Nato ma allargata ad alcuni paesi asiatici e all’Unione Sovietica – nata per gestire le risorse extraterrestri e in particolare spartirsi l’iridio estratto da un meteorite (la cui conquista era stata raccontata nella quarta stagione). A questa lega però si contrappone, come in tempo di guerra fredda, un altro blocco di paesi in via di sviluppo, le Nazioni Spaziali Indipendenti (di cui fanno parte anche Cina, Brasile e Pakistan). L’amministrazione degli avamposti sul pianeta rosso, genera quindi tensioni tra schieramenti, ma anche tra i “marziani” e la madre patria, ovvero la Terra, dove politici senza scrupoli si scagliano contro i coloni per tenere a bada l’opinione pubblica e arginare in qualche modo una imminente crisi economica causata dall’immissione di risorse minerarie a basso costo sul mercato mondiale.
In uno scenario così complesso, si intrecciano le vicende affettive ed umane di una nuova generazione di personaggi, più giovani, che prendono piano piano il posto della “vecchia guardia”.
Tra le nuove linee narrative c’è anche spazio per una sorta di indagine, legata al ritrovamento di un cadavere sul suolo marziano, all’esterno della colonia. La morte sospetta si rivela poi essere un omicidio, su cui dovrà indagare l’agente Boyd, membro dei Mars Peace Keeper, la polizia di Happy Valley (è l’attrice protagonista di The Killing, dove recitava insieme a Joel Kinnaman, che qui interpreta Ed Baldwin).
La nuova frontiera della corsa allo spazio invece, si concentra sulla ricerca di forme di vita nel sistema solare: dati gli scarsi risultati ottenuti su Marte, gli sforzi dei grandi imprenditori dello spazio si concentrano su Titano, un satellite di Saturno ricoperto da oceani d’acqua ghiacciata e nuvole di metano. Come al solito, in gioco non c’è solo la sete di conoscenza, ma anche logiche di potere ed interessi economici che rischiano di mettere in crisi anche vecchie amicizie…
Approfondimento
Questa quinta stagione ripresenta quindi gli stessi ingredienti delle precedenti, ma il rinnovamento quasi completo del cast e la moltiplicazione delle fazioni e delle forze in campo rendono particolarmente complicato riprendere il filo della storia che, soprattutto in una fase iniziale, è sicuramente più difficile da seguire rispetto alle altre stagioni.
La commistione di generi e l’intreccio sono rimasti fondamentalmente inalterati, ma con un nuovo equilibrio tra tematiche e linee narrative, che si concentra maggiormente sugli aspetti politici e i risvolti sociali della vicenda, a discapito delle grandi avventure aerospaziali che hanno caratterizzato la serie fin dall’inizio.
In questa quinta stagione infatti il progresso tecnologico e scientifico, con le grandi scoperte e le conquiste interplanetarie, passano un po’ in secondo piano, soprattutto in termini quantitativi. Delle imprese fantascientifiche rimane qui in effetti solo il progetto di un ascensore spaziale per collegare Marte con l’asteroide e facilitare il trasporto del prezioso iridio (ma rimane più nelle intenzioni, sullo sfondo, una premessa per le prossimi stagioni forse) e la missione su Titano, che ha una rilevanza decisamente centrale nel finale, ma risulta molto secondaria, soprattutto per numero di scene, per tutto il corso della serie.
Come detto sopra, questo sbilanciamento appesantisce un po’ la narrazione che si perde a tratti nel tentativo di rendere il più credibile possibile la ricostruzione storica inventata, soffocando la tensione adrenalinica delle mirabolanti sfide spaziali per valorizzare le battaglie politiche e le rivendicazioni sociali di questa nuova comunità di persone.
Così vanno in scena soprattutto preoccupanti crisi economiche, massicce migrazioni interplanetarie di persone in cerca di una vita migliore e addirittura, anche rivoluzioni armate. Al centro di tutto questo, un manipolo di giovani, nati sul pianeta rosso, che mentre si interroga sulla propria identità e su quale sia la propria casa, lotta per la giustizia ma soprattutto per continuare ad avere un posto in cui vivere.
Il punto di forza è che queste problematiche suonano tanto famigliari ai giorni nostri, e unite agli attriti politici, allo scontro di interessi economici divergenti, ma anche alla consueta riflessione sulle relazioni più importanti della vita umana (matrimonio, paternità e maternità, amicizia) rendono la visione decisamente coinvolgente, nonostante la complessità e la sempre più scarsa verosimiglianza del quadro dipinto.
Gabriele Cheli
Tematiche educative:
- Qual è il prezzo del progresso?
- Le imperscrutabili vie del bene (ovvero anche dalle difficoltà può sorgere un futuro migliore);
- Il senso di appartenenza ad una nazione, un luogo, una famiglia. I nostri legami ci dicono chi siamo?