Poster della serie TV Euphoria 3

Euphoria 3

Qualità generale:
Qualità educativa:
IDEATORE: Sam Levinson
INTERPRETI: Zendaya, Jacob Elordi, Sidney Sweeney, Hunter Schafer, Maude Apatow
SCENEGGIATURA: Sam Levinson
PRODUZIONE: The Reasonable Bunch, A24 Television, Little Lamb
ANNO DI USCITA:
STAGIONI: 3 (26x48-90')
PRIMA MESSA IN ONDA: HboMax
DOVE SI PUÒ VEDERE ORA: HboMax e Sky
GENERE: teen drama
Età cui è rivolta la serie (secondo noi): >18
Presenza di scene sensibili: numerose scene di violenza anche efferata, alcune scene di sesso, abuso di stupefacenti.

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La stagione 3 di Euphoria è anche l’ultima. Ed è una buona notizia. La serie-cult, seguita dai  dai giovani e onnipresente sui social media, uscita nel 2019 con una bravissima Zendaya nei panni della protagonista Rue Bennet, diciassettenne affetta da disturbo ossessivo compulsivo e tossicodipendente, ha totalmente perso la strada. Il suo autore e regista, Sam Levinson, aveva sempre dichiarato di aver voluto raccontare una storia di dipendenza, in cui mostrare senza sconti il baratro nel quale si finisce facendo abuso di stupefacenti. Questo aveva reso la serie un contenuto decisamente problematico per gli adolescenti, messi a confronto con una realtà cupa e cinica, dove la vita oscilla tra abuso di sesso e droga, violenza e depressione, degrado e disprezzo di sé e degli altri.
Nelle prime due stagioni, accanto alla protagonista ruotava un gruppo di coetanei invischiati in situazioni esistenziali e familiari complesse, imprigionati in relazioni tossiche e malate con i propri pari e con adulti fragili, irrisolti, e in qualche caso a loro volta inclini alle forme più abiette di depravazione. Nella terza quei ragazzi sono ormai adulti, hanno una vita professionale e affettiva che li mette di fronte a scelte e a responsabilità: dovrebbero giocarsi le loro carte, pur con tutte le difficoltà che li caratterizzano, e cercare faticosamente la propria strada. Però questo non avviene, ed è un’occasione totalmente mancata. La serie vira piuttosto sul grottesco, accentuando le scene di violenza, con un gusto vagamente tarantiniano, senza però il distacco, l’ironia e la profondità del regista di Pulp Fiction, e coinvolgendo i protagonisti in vicende più grandi di loro, che li distruggono, anche in senso letterale (negli episodi finali assistiamo alla morte di due dei principali protagonisti).
All’inizio di questa nuova stagione troviamo Rue Bennet costretta a trasportare droga al confine tra California e Messico, per saldare un vecchio debito con una spacciatrice. Quando conosce Alamo, nero senza scrupoli che gestisce uno strip-club con giro di prostituzione, lo supplica di prenderla a lavorare da lui. Nel frattempo Cassie progetta il matrimonio con Nate e si diletta con la produzione di video per la piattaforma per adulti OnlyFans, in collaborazione con Maddie, che scopre di avere un vero talento come promotrice di sex workers online. Intanto Jules, la ragazza transessuale che è stata il grande amore di Rue nelle precedenti stagioni, ha una relazione con un uomo sposato, che le consente una vita agiata e la possibilità di coltivare la sua vocazione per la pittura. Tutti paiono ciondolare per l’esistenza, con storie senza prospettive, e per nessuno di loro il futuro ha qualcosa di buono in serbo.
La serie si occupa, con dovizia di dettagli di efferata violenza, di guerre fra bande di narcotrafficanti e di ritorsioni per debiti non pagati. Mentre per i personaggi non c’è nessuna vera evoluzione, restano come bloccati. A mitigare un finale di totale disperazione interviene un’inspiegabile svolta misticheggiante, con tanto di lettura della Bibbia, forme di preghiera, discorsi religiosi e persino l’apparizione di Dio alla protagonista in un roveto ardente. E la conclusione, che ha al centro il ruolo di Ali, sponsor del percorso di riabilitazione di Rue, ci porta in uno scenario idilliaco di armonia, con l’auspicio di una benedizione divina per tutti. E’ lo spiraglio estremo e astratto di una possibile redenzione, che non riesce però a cambiare il sapore amaro di fondo lasciato da un prodotto come Euphoria: un senso di inutilità e vanità del tutto.

Stefania Garassini

 

Temi di discussione

Le conseguenze tragiche della dipendenza da sostanze;

La mercificazione del corpo femminile;

La disperata ricerca di una redenzione.

 

Trailer Euphoria 3