Crush: la storia di Matilde
INTERPRETI: Fiamma Parente, Anita Ferraro, Federica Franzellitti, Nicola Cuneo, Dario Naglieri
SCENEGGIATURA: Ivan Russo, Filippo Gentili, Serena Cervoni, Maria Scoglio
PRODUZIONE: Stand by me
ANNO DI USCITA:
STAGIONI: 4 stagione del progetto Crush (10x25')
PRIMA MESSA IN ONDA: RaiGulp
DOVE SI PUÒ VEDERE ORA: RaiPlay
GENERE: teen drama
Età cui è rivolta la serie (secondo noi): per tutti
Presenza di scene sensibili: nessuna
Trovate le recensioni delle altre stagioni di Crush qui e qui.
CONSIGLIATO DA ORIENTASERIE
Matilde è una quindicenne solare e piena di entusiasmo. Studentessa modello, sportiva ambiziosa, determinata ad eccellere nella scherma, amica presente e premurosa che ama trascorrere il suo tempo libero con Chiara e Alessia, coetanee con le quali condivide i segreti, i sogni, i timori tipici di quell’età. Durante una lezione di scherma, Matilde conosce Marco, un ragazzo che si è appena trasferito a Roma da Perugia e frequenta la sua stessa scuola. Tra i due nasce subito una simpatia, un interesse reciproco che sfocia presto in una relazione.
Matilde è affascinata da Marco, rapita dalle sue attenzioni, continuamente sorpresa dai suoi gesti romantici e asseconda, senza particolare preoccupazione, ogni sua iniziale richiesta.
Marco, dal canto suo, la descrive come unica e perfetta, ma il suo sentimento assume fin da subito i contorni di un’ossessione. Ben presto, difatti, Marco inizia a toglierle il respiro. Il giovane la tormenta con continui messaggi, interrogatori, scenate di gelosia, le controlla il telefono a sua insaputa, la critica per il suo modo di vestire appariscente, per la troppa disponibilità con il prossimo fino ad allontanarla dalle amiche, centralizzando su di lui e sulle sue esigenze tutto il tempo libero della ragazza. Matilde, sopraffatta dalla violenza psicologica, si isola, si chiude in se stessa e precipita in una voragine.
Nel suo quarto capitolo, Crush torna a parlare ad adulti e adolescenti con un racconto che, attraverso un linguaggio semplice ma funzionale all’esplorazione del tema, risulta efficace e credibile e non ha mai bisogno di ricorrere agli eccessi, spesso disturbanti, che popolano i prodotti dedicati agli adolescenti. Ancora una volta, una serie perfetta per chi è in cerca di un prodotto utile ad affrontare con cura e delicatezza una tematica spinosa come quella delle relazioni tossiche.
Approfondimento
“Credo che Marco sia il ragazzo perfetto. Nessuno mi ha mai guardato come mi guarda lui. A scuola piace a tutti, ma ha scelto me” afferma Matilde in un voice over all’inizio del terzo episodio. Matilde, una quindicenne solare e brillante, guarda Marco con gli occhi dell’amore e tutto quello che vede è un ragazzo carino, educato, idilliaco, in grado di coronare il suo sogno di un amore romantico, pieno di premure, attenzioni e gentilezze.
I pericoli e gli inganni di una relazione tossica
Episodio dopo episodio, però, Crush rivela i contorni più oscuri di questo sentimento, mettendo in luce le zone d’ombra di una personalità insicura, manipolatrice e pericolosa. A emergere è l’evidente mania di controllo e possesso di Marco, la sua volontà di imprigionare Matilde all’interno di una bolla dove non c’è spazio per nulla se non per lui, la sua determinazione a minare l’entusiasmo, le sicurezze, la voglia di fare e mettersi in gioco della ragazza.
Anche in quei momenti in cui Matilde si confronta con Marco, contestando con lucidità alcuni suoi comportamenti eccessivi, lui riesce a dare una lettura sempre diversa della situazione, facendo leva sui punti di debolezza della ragazza, scaricando la responsabilità su quelle amiche “troppi invidiose della loro relazione perfetta” o coprendosi dietro le personali difficoltà che deve affrontare, come il complesso rapporto con un padre, che lo considera una nullità e non perde occasione per sminuirlo, e una madre assente. Marco si scusa, chiede perdono, eppure giustifica ogni suo errore come segni del grande amore che prova per lei.
Questo Crush – La storia di Matilde affronta il tema delle relazioni tossiche, senza mostrare violenza fisica né sessualità disinibita, sottolineando con intelligenza quanto un rapporto di questo tipo possa essere pericoloso da un punto di vista emotivo, fisico e psicologico. Marco non è solo geloso di tutto ciò che circonda Matilde, ma è geloso anche dei suoi successi, del suo talento nello sport e sminuisce le sue potenzialità per poter spiccare come il migliore. Ma amare vuol dire “volere il bene dell’altro” e questo messaggio è ben esplicitato nella serie attraverso la relazione tra Luca e Alessia. La dolcezza, la timidezza, il modo genuino in cui Luca guarda e tratta Alessia, pur sapendo che potrebbero restare sempre e solo dei buoni amici, contrasta totalmente con il desiderio di possesso di Marco nei confronti di Matilde.
La fortuna di circondarsi di persone che aiutino a mantenere la giusta prospettiva
La fortuna di Matilde è di non essere sola… Ad aiutarla ad aprire gli occhi e trovare la forza di reagire ci sono diversi punti di riferimento: Chiara e Alessia, le amiche di sempre, che hanno un punto di vista lucido sulla vicenda e sono pronte a sostenerla; i compagni di scherma, soprattutto Luca ma anche la sua storica rivale Vanessa; la sorella maggiore che la ascolta e le fornisce utili consigli; ma soprattutto due belle figure educative: l’insegnante di scherma e, in particolare modo, la professoressa di lettere, che riconosce fin da subito i segnali di una relazione pericolosa e invita Matilde a prendere provvedimenti, prima che l’ossessione diventi violenza. Un po’ più distratti o meno positivi i genitori. Quelli di Matilde, difatti, non sembrano rendersi conto del delicato momento affrontato dalla figlia, mentre quelli di Marco appaiono assenti o anaffettivi.
Con la storia di Matilde, Crush solleva un campanello d’allarme nei confronti delle relazioni morbose, invitando i più giovani a riflettere sull’affettività, sul sentimento, sull’amore che è qualcosa che richiede tempo, attenzione, maturazione, ma che mai può essere sinonimo di possesso, controllo, gelosia. Quella di Matilde è la storia di una ragazza come tante, incastrata dalle insidie di un rapporto sbagliato. Venirne fuori richiede consapevolezza, coraggio, ma anche la capacità di affidarsi a solidi punti di riferimento: un’amica, una sorella, una zia, un’insegnante a cui chiedere aiuto. Aiuto che, come fa ben intuire la serie, è necessario anche a Marco. Il giovane si copre dietro il sentimento, ma il suo comportamento cela profonde insicurezze che vanno affrontate e superate attraverso un percorso educativo e il supporto di esperti. Solo così, difatti, solo sollevando la mano e chiedendo aiuto, si potrà trovare il modo di venirne fuori e ricominciare a vivere e amare.
Marianna Ninni
Tematiche educative:
- L’importanza di amicizie solide e vere;
- Lo sport come strumento di crescita e condivisione;
- La necessità di avere intorno punti di riferimento solidi, come insegnanti e familiari;
- Le insidie e i pericoli di una relazione opprimente che non ha nulla a che vedere con l’amore;
- L’importanza di educare all’affettività, al sentimento, al rispetto reciproco e la necessità di riconoscere i segnali di una relazione sbagliata.