Black Mirror


Qualità generale:
Qualità educativa:


IDEATORE: Charlie Brooker
INTERPRETI: diversi a seconda dell’episodio
SCENEGGIATURA: Charlie Brooker, altri
PRODUZIONE: Endemol Shine Group
ANNO DI USCITA: 2012-in corso
STAGIONI: 6 (28x41-89’)
PRIMA MESSA IN ONDA: Channel 4 (stagioni 1-2), Netflix (da stagione 3)
DOVE SI PUÒ VEDERE ORA: Netflix
GENERE: drammatico, thriller, fantascienza, distopico

Età cui è rivolta la serie (secondo noi): >16
Presenza di scene sensibili: variabile a seconda degli episodi (in generale, frequenti scene di violenza e di tensione, qualche scena a contenuto sessuale non esibito).

Black Mirror è una serie televisiva antologica (vale a dire che in ogni episodio cambiano la storia, i personaggi, il cast e la troupe), che affronta il tema della tecnologia sempre più pervasiva nel mondo moderno e l’impatto che essa ha sulle nostre vite.
Proprio il formato antologico consente alla serie una grande varietà narrativa e stilistica. Ogni regista conferisce la sua personale impronta, che si riflette sul tipo di inquadrature, sui movimenti di camera e persino sulla scelta della palette cromatica (episodi in bianco e nero si alternato così ad altri dai colori brillanti). Il genere a cui appartengono le storie spazia dal thriller alla fantascienza, dall’horror alla satira. Nonostante questo, il fil rouge che le accomuna rimane il tono distopico e generalmente cupo.
Gli episodi possono essere goduti in modo indipendente l’uno dall’altro, anche se non tutti sono allo stesso livello. Distinguiamo infatti piccoli capolavori e altri meno ispirati. In tal senso, la sesta e ultima stagione sembra essersi allontanata un po’ troppo dallo spirito originale della serie, forse perché – rispetto a quando sono andate in onda le prime puntate, nel 2012 – alcune tecnologie (o, quantomeno, le dinamiche che le governano) sono ormai inesorabilmente entrate a far parte della nostra vita, con esiti che, seppur meno eclatanti, risultano spesso egualmente disturbanti.

Approfondimento 

 

NOTA: dato il formato antologico della serie, segnaliamo di seguito alcuni degli episodi a nostro parere più riusciti e in grado di generare un dibattito costruttivo in famiglia o a scuola.

 

Ricordi pericolosi (The Entire History of You, stagione 1, episodio 3)

In un futuro non troppo lontano, le persone hanno modo di accedere liberamente ai loro ricordi, che vengono registrati e conservati grazie a un chip impiantato nel collo. Liam è un giovane avvocato, che si convince che la moglie abbia avuto una relazione con il suo vecchio amico Jonas. Comincia così ad andare in cerca delle prove tra i ricordi suoi, della moglie e di Jonas, finendo per mettere in pericolo tutto ciò che ha.
L’episodio mette in scena l’ipotesi di una tecnologia che sembra fornire uno strumento utile e invece schiavizza soltanto. In un mondo in cui ogni traccia rimane ed è impossibile da cancellare, il passato finisce per contare più del presente. Le persone diventano incapaci di godersi il momento, perché troppo impegnate ad archiviare file.

 

Caduta libera (Nosedive, stagione 3, episodio 1)

Lacie Pound vive in un mondo color pastello in cui chiunque può votare la popolarità degli altri con un massimo di cinque stelle grazie a una speciale tecnologia. Per poter acquistare la casa dei suoi sogni, Lacie scopre di aver bisogno di un punteggio minimo di 4.5, che può ottenere ricevendo l’apprezzamento di persone estremamente popolari. Accoglie così con gioia l’invito della sua vecchia e super cool amica Naomi a farle da testimone di nozze. Ma il viaggio per raggiungere il matrimonio metterà a dura prova i nervi e il punteggio di Lacie…
In questo episodio di Black Mirror il futuro è un mondo colorato e apparentemente idilliaco, ma non per questo meno inquietante. Le persone valgono in base al loro punteggio, esattamente come un hotel o un ristorante su Tripadvisor. E questo punteggio spesso è assegnato in base alla mera apparenza, in una generale spersonalizzazione degli individui e delle loro relazioni.

 

Zitto e balla (Shut up and dance, stagione 3, episodio 3)

Kenny è un ragazzo introverso ma dai modi gentili, che viene ricattato da un misterioso hacker che ha avuto accesso al suo computer e l’ha registrato durante un atto di autoerotismo. Per impedire che il video venga diffuso online, Kenny viene spinto a compiere azioni sempre più estreme e illegali, incrociando sulla sua strada altre persone finite come lui nella trappola dell’hacker.
Il tema dell’episodio è l’accesso completo che le nuove tecnologie hanno alla nostra vita privata, in cui non esiste più alcuna vera intimità. Il web finisce per conoscere anche i nostri segreti più oscuri e spesso siamo noi stessi a fornire a un’entità astratta ma non per questo meno pericolosa le armi per distruggerci.

 

Arkangel (Arkangel, stagione 4, episodio 2)

Marie è una madre single e molto apprensiva. Dopo aver smarrito la figlia Sara in un parco giochi e averla ritrovata solo dopo diverse ore, decide di aderire alla sperimentazione di Arkangel. Il software, grazie all’inserimento di un microchip nella bambina, consente a Marie di tenerla costantemente sotto controllo, non soltanto attraverso un sistema di geolocalizzazione, ma anche permettendole di vedere in diretta ciò che vede Sara e, eventualmente, di attivare un filtro di “parental block” per proteggerla da tutto ciò che possa spaventarla. A mano a mano che Sara cresce però, Arkangel mostra tutte le sue drammatiche conseguenze, arrivando a compromettere inesorabilmente il rapporto tra madre e figlia…
In un’epoca in cui si rendono sempre più necessarie forme di protezione che tutelino i minori dai rischi del web e dei social media, l’episodio diretto da Jodie Foster ci spinge a riflettere sui rischi di un controllo estremo e su come la privacy sia un concetto totalmente alieno dalla rete e dalle nuove tecnologie, persino quando usate in ambito famigliare.

 

Smithereens (Arkangel, stagione 5, episodio 2)

Un autista di taxi rapisce un giovane stagista di Smithereen, un social media di enorme successo, e minaccia di ucciderlo se non riuscirà a parlare con il suo creatore. Mentre polizia, negoziatori e FBI si danno da fare per liberare il ragazzo prima che la situazione precipiti, scopriamo che cosa ha guidato il protagonista a compiere il suo folle gesto…
Paragonato ad altri episodi di Black Mirror, in Smithereens la componente distopica è decisamente meno accentuata. Gli avvenimenti raccontati potrebbero benissimo avere luogo ai giorni nostri e la tecnologia messa in scena è quella con cui abbiamo a che fare quotidianamente. L’episodio è una riflessione amara sul potere che i social network come Facebook, Twitter, Instagram hanno sulle nostre vite e sulle conseguenze drammatiche che un loro utilizzo troppo pervasivo può avere.

 

Cassandra Albani

 

Temi di discussione

  • La presenza sempre più pervasiva e, in certi casi, inquietante della tecnologia nella nostra vita quotidiana.
  • Il ruolo dei mass media e il loro potere nell’incensare o distruggere la reputazione delle persone.
  • La scomparsa dei confini tra pubblico e privato e tutto ciò che questo comporta.
  • La perdita di controllo sui propri dati contrapposta all’assoluto controllo che alcune tecnologie sembrano garantire.