Diavoli

  • Thriller finanziario
  • (Italia, Regno Unito, Francia)
trailer
CONSIGLIATO DA ORIENTASERIE

Chi sono i Diavoli? Quei pochi che muovono i mercati finanziari, spostano centinaia di miliardi con qualche click e determinano, nel bene e nel male, il futuro di milioni di persone, il destino di interi Paesi. La serie prodotta da Lux Vide per Sky può contare su un cast internazionale, con Patrick Dempsey come star più nota, mentre il protagonista Massimo Ruggero è interpretato da Alessandro Borghi, giovane attore italiano, ormai un talento riconosciuto. La serie intreccia dinamiche di finzione con un sottofondo storico che racconta episodi importanti delle guerre politico-finanziare combattute nel mondo fra il primo e il secondo decennio di questo secolo: dal default argentino di inizio millennio alla crisi greca, dal dissesto economico dei Piigs (i “maiali”), i Paesi più fragili dell’Europa, all’attacco speculativo sul debito pubblico italiano. Tutto questo nel contesto di una storia di finzione che. una puntata dopo l’altra. riesce a essere coinvolgente. Borghi interpreta un giovane finanziere di talento e di rapido successo, che aspira all’ambita poltrona di “Head of Trading” di una grande banca internazionale. Dominic Morgan (Patrick Dempsey) è il suo mentore, ma al momento buono sembra preferirgli un altro candidato, che inaspettatamente però cade da un parapetto. E’ stato davvero un suicidio? Quasi contemporaneamente Massimo ritrova in circostanze piuttosto strane (nei panni di una escort) la moglie che lo aveva lasciato. Questi episodi sono solo i primi segnali del marcio presente in quel mondo, un marcio sul quale Massimo Ruggero cercherà di far luce con l’aiuto di una giovane attivista al servizio di una rete di hacker, personaggi ispirati vagamente alle azioni di Wikileaks e di Julian Assange, oppositori di questo spadroneggiare di una finanza che non si può dire sia fuori dalle regole perché è essa stessa a dettarle.

Giudizio riassuntivo

Qualità generale: ★ ★ ★ ★ ★
Qualità educativa: ★ ★ ★ ★ ☆
Età cui è rivolta la serie (secondo noi): >14

Presenza di scene sensibili: alcune scene sensuali, una breve scena a contenuto sessuale verso la fine della puntata 5, scene di tensione.

Approfondimento

Ispirata a un romanzo-verità di Guido Maria Brera, finanziere italiano cofondatore di un importante fondo di investimento, questa serie internazionale, che segna l’esordio della Lux Vide (Don Matteo, Doc, Medici e molti altri successi televisivi) nelle produzioni per Sky, ha avuto una fase di gestazione piuttosto lunga, con molti sceneggiatori italiani e stranieri via via coinvolti, coordinati da due produttrici creative giovani, ma già di grande esperienza su produzioni internazionali: Luisa Cotta Ramosino e Sara Melodia. Il risultato è più che soddisfacente sia sul piano della qualità televisiva che del riscontro di mercato, con ascolti record (i più alti dell’anno su Sky) e la vendita della serie in 160 Paesi.
Come ha affermato Alessandro Borghi in un’intervista, i temi di cui tratta Diavoli ci riguardano da vicino: questi uomini riservati, spesso non conosciuti e poco inclini a farsi notare – soprattutto nel mondo della finanza inglese, dove vige uno  stile di understatement lontano dall’ostentazione americana –  decidono nelle loro stanze operazioni di portata internazionale a molti zeri che producono conseguenze enormi sulla vita di centinaia di milioni di persone. L’intreccio fra dimensioni di fiction e sottofondo storico è ben articolato: forse qualche spettatore avrebbe desiderato più dell’uno o dell’altro, ma i rimandi alle vicende di cui abbiamo memoria recente, qualche volta ridotti a brevi flash, fanno venire voglia di saperne di più. La narrazione è coinvolgente e ricca di rivelazioni e colpi di scena. C’è qualche inevitabile tecnicismo nei dialoghi, ma anche chi non sa nulla di finanza alla fine riesce a seguire abbastanza bene o almeno a intuire le linee essenziali di quanto sta succedendo.
Il rischio di queste serie è di solito quello di abbondare nel cinismo, con personaggi dark e un senso amaro di sconfitta e di perdita di ogni possibilità di cambiare le cose. Non è questo il caso di Diavoli: e proprio qui emerge il suo valore, non solo per la conoscenza di fatti noti e delle dinamiche occulte che possono averli causati ma anche sul piano dell’impatto educativo. E’ il caso del personaggio di Massimo Ruggero, costruito in modo da indurre nel pubblico un atteggiamento di empatia perché è un outsider, un italiano di origini umili che si trova proiettato per la sua ambizione e le indubbie capacità professionali (non prive di spregiudicatezza) nei santuari dell’alta finanza e stupisce tutti con il suo talento, il fiuto, il tempismo. Ma ci si trova a simpatizzare con lui soprattutto perché cerca la verità e ha un risveglio di coscienza sempre più chiaro e netto, di fronte a un mondo che gioca con il destino dei popoli come fossero le pedine del Monopoli.
Patrick Dempsey presta il volto a un “Diavolo” seducente e opaco, che controlla dall’alto e non si scompone mai. Kasia Smutniak è una moglie dolente (la famiglia ha perso un figlio, partito volontario per l’Afghanistan con l’esercito americano dopo l’11 settembre), mentre il lato combattivo alla Wikileaks è affidato alla spagnola Laia Costa.
La serie è frutto di una collaborazione italo-inglese, girata quasi tutta in Italia, anche se ambientata prevalentemente a Londra, dove sono stati girati alcuni esterni. Due i registi coinvolti, Nick Hurran (prime cinque puntate) e Jan Michelini, che quest’anno ha firmato anche la regia di Doc.

Stefania Garassini

Temi di discussione

  • Il ruolo della finanza nelle società contemporanee e le sue capacità di condizionamento della politica e della vita dei popoli;
  • Etica professionale in ambito economico e finanziario;
  • Desiderio di guadagno e ricerca di un equilibrio esistenziale; lavoro e affetti familiari.