Poster della serie TV Only Murders in the Building 5

Only Murders in the Building 5

Qualità generale:
Qualità educativa:
IDEATORE: Steve Martin e Josh Hoffman
INTERPRETI: Steve Martin, Martin Short, Selena Gomez, Meryl Streep, Renée Zellweger, Christoph Waltz, Logan Lerman, Da’Vine Joy Randolph
SCENEGGIATURA: vari
PRODUZIONE: 20th Television, Rhode Island Ave. Productions, 40 Share Productions
ANNO DI USCITA:
STAGIONI: 5 (50x40’)
PRIMA MESSA IN ONDA: Disney+
DOVE SI PUÒ VEDERE ORA: Disney+
GENERE: commedia, giallo
Età cui è rivolta la serie (secondo noi): >16
Presenza di scene sensibili: battute a sfondo sessuale o con uso di linguaggio scurrile, alcune scene macabre nei limiti del genere.

Trovate la recensione delle stagioni precedenti qui.

 

Nella quinta stagione di Only Murders in the Building, l’insolito trio composto da Charles, Mabel e Oliver indaga su più di un omicidio: non solo quello di Lester, storico portiere e cuore pulsante del condominio Arconia, ma anche quello del mafioso Nicky Caccimelio. Il caso si presenta molto più complesso e articolato dei precedenti e conduce i tre podcaster a esplorare luoghi oscuri e sconosciuti che collegano il palazzo dove risiedono alla città di New York. Nel tentativo di scoprire chi ha ucciso Lester e seguendo la singolare pista di un dito mozzato, Charles, Mabel e Oliver si imbattono in criminali e mafiosi, potenti miliardari, personalità di spicco e politici corrotti, tutti in qualche modo collegati tra loro all’Arconia, l’edificio in cui si svolgono le vicende, e tutti motivati a insabbiare segreti per trarre profitto da loschi affari che ruotano proprio intorno al condominio. In una serie molto più nostalgica e malinconica delle precedenti, dove la commedia sofisticata si intreccia ancora una volta al genere crime, a farsi centrale è proprio l’Arconia, microcosmo popolato da una comunità di personaggi bizzarri, tutti con una loro storia, con una loro memoria, ricordi piacevoli e dolorosi e legami significativi. Volti che, con il passare del tempo, si sentono ormai parte di una famiglia, ma rischiano di perdere per sempre quel luogo caldo e accogliente, divenuto molto più di un semplice luogo. Alla fine resta evidente come il giallo sia l’espediente utile per intavolare una discussione su temi attuali quanto centrali quali corruzione, desiderio di potere, ricerca di fama, ma soprattutto il valore delle relazioni umane, fatte di piccoli gesti, sguardi, attenzioni, routine quotidiane e reciproco affetto… centro e motore del senso di appartenenza a una comunità.

 

 

 

 

Approfondimento 

 

Disponibile su Disney Plus, la quinta stagione di Only Murders in the building rimescola leggermente le carte in tavola, alzando la posta in gioco e introducendo elementi legati alla criminalità e alla mafia, ma ripropone la stessa formula ormai consolidata nelle precedenti quattro stagioni: un nuovo caso da risolvere, l’ambientazione newyorkese che rimanda alle ricercate atmosfere dei film di Woody Allen, la presenza di guest star – è il turno di Renée Zellweger, Christoph Waltz e Logan Lerman – in ruoli iconici e sopra le righe e tre protagonisti dalla chimica perfetta. L’eleganza di Steve Martin e la teatralità eccentrica di Martin Short sono come sempre bilanciate dall’atteggiamento più misurato di Selena Gomez, ma anche dall’atteggiamento pragmatico e impassibile della detective Williams o da quello più sognante di Loretta, e i loro siparietti comici, i dialoghi frizzanti, le situazioni fuori luogo rappresentano ancora una volta uno dei punti di forza di una serie dove il vero giallo è quello di indagare sulla profonda amicizia, le insicurezze e le relazioni interpersonali dei protagonisti.
Tuttavia, il giusto mix tra commedia e mistero, le significative interpretazioni di star, tutte sempre perfettamente a loro agio nei ruoli interpretati, gli omaggi ai noti film di genere (con tappa a Long Island nella casa de Il Padrino) non bastano a rendere davvero brillante anche questa quinta stagione. Le battute sorprendono meno, gli intrecci faticano a tenere davvero alta la tensione, i dialoghi sono spesso eccessivamente esplicativi e si percepisce un pelo di stanchezza dovuta probabilmente a una formula ormai un po’ ripetitiva che deve trovare nuovo smalto per rinnovarsi.
Eppure, nonostante qualche perdonabile screpolatura, Only Murders in the Building riesce a riscuotere un grande successo di critica e pubblico. Non tanto per il perfetto equilibrio tra ironia e crime, né tantomeno per le ridicole e caotiche situazioni al centro di cui si trovano i tre protagonisti, quanto per la capacità di farci appassionare a quest’amicizia al punto da farci desiderare qualcosa di simile. Il cuore restano sempre e solo le relazioni umane e la differenza la fa tutto in quello spazio narrativo dove si parla del profondo bisogno umano di amare ed essere amati in un universo spesso troppo alienante.
Quella tra Charles, Mabel e Oliver è un’amicizia fondata sulla riscoperta del valore dell’empatia, sulla capacità di affrontare i dolori del passato, ma anche i conflitti e le incomprensioni del presente, sempre insieme, un legame talmente autentico e vero da non potersi più immaginare da soli. A questo tema orizzontale si aggiunge una sottile critica al sistema contemporaneo, con politici corrotti e miliardari manipolatori, talmente potenti da poter decidere persino le sorti del podcast. Un sistema dove persino il ruolo dirompente della tecnologia e dell’intelligenza artificiale viene visto come una evidente minaccia a relazioni e professioni. Tutti temi molto attuali che la serie affronta con ironia tagliente e sguardo intelligente. Così, alla fine, seppur con qualche sbavatura, il tono leggero, l’ironia tagliente, la grande chimica tra i protagonisti, il mix tra nuovi personaggi e vecchi segreti ne fanno sempre una serie affascinante. E agli spettatori non resta che arrivare al culmine, in attesa del finale per scoprire insieme dove ci condurrà il prossimo omicidio.

Marianna Ninni

Tematiche educative:

  • Il consolidamento dell’amicizia che resiste al tempo e ai cambiamenti;
  • La creazione di un senso di comunità e di legami sinceri per contrastare il senso di solitudine;
  • Il confronto tra le generazioni, a modo loro afflitte dalla mancanza di relazioni vere;
  • La corruzione del potere, la sete di fama, la manipolazione quali mezzi per affondare gli onesti;
  • Il ruolo della tecnologia e dell’intelligenza artificiale che mina relazioni e professioni.

Trailer Only Murders in the Building 5