You

You è una serie TV recensita da Orientaserie.it

  • thriller, drammatico
  • (Usa)
trailer

Joe Goldberg è il responsabile di una libreria di New York, segnato da un’infanzia di sofferenza e prevaricazioni, dall’abbandono della madre e da una relazione finita male. Agli occhi dell’amico Ethan, Joe appare come timido e impacciato, soprattutto con le ragazze, mentre per il piccolo vicino di casa Paco, un ragazzino tormentato dalla relazione della madre tossicodipendente con un poliziotto violento, Joe è persino un eroe. Quando conosce in libreria la bella e provocante Guinevere Beck, aspirante scrittrice e assistente universitaria, il libraio ne resta stregato, ma è proprio questo incontro a far emergere il lato più oscuro del suo carattere. Dietro l’apparente volto rassicurante da bravo ragazzo, dietro i modi affabili di un giovane colto e ben educato si cela difatti l’animo tormentato di uno stalker meticoloso e pericoloso, abile a sfruttare i vantaggi della rete per osservare le sue prede e creare le condizioni a lui favorevoli per conquistarle e controllarle.
Tratta dai romanzi scritti da Caroline Kepnes –You, Hidden Bodies, Providence: a Novel- la serie creata dalla coppia Berlanti/Gamble, giunta alla sua terza stagione e confermata già per una quarta, è un thriller, per lo più psicologico ed esistenzialista, che racconta con eccessivo sensazionalismo il lato idealizzato e distorto dell’amore. Joe è ossessionato dalla ricerca dell’anima gemella e dell’amore perfetto, ma il suo innamoramento si traduce presto in un atteggiamento voyeuristico e morboso che si fa sempre più violento e lo spinge a fare di tutto, persino eliminare definitivamente quegli ostacoli che possono rischiare di minare le sue relazioni. Partita in sordina su Lifetime, la serie è stata poi acquistata da Netflix che ha contribuito a farne un discreto successo, ma non si può di certo descrivere come un prodotto educativo.

Giudizio riassuntivo

Qualità generale: ★ ★ ★ ☆ ☆
Qualità educativa:  ☆ ☆ ☆ ☆

Età cui è rivolta la serie: >18

Presenza di scene sensibili: numerose scene di violenza fisica e psicologica, uso di sostanze stupefacenti e alcol, numerose scene a contenuto sessuale esplicito, scene di scambismo e masturbazione, utilizzo frequente di turpiloquio.

Approfondimento 

È deprimente e triste l’universo narrativo presentato da You. Lo spunto di partenza delle tre stagioni è sempre lo stesso: cosa saresti disposto a fare per amore? La risposta del protagonista è semplice: qualsiasi cosa a qualunque costo. Ma la domanda vera che ci si pone guardando You è: cosa vuol dire davvero amare? Perché nulla di ciò che ci viene presentato può davvero rientrare in questa categoria.
Esteticamente ben curata e costruita intorno a un personaggio border line e dalla doppia personalità, You tiene vivo l’interesse dello spettatore per lo più nella prima stagione, ma tende a farsi ripetitiva nella seconda ed eccessiva e monotona nella terza. Nel corso di ogni stagione, Joe è ossessionato da una relazione diversa e lo spettatore entra in diretto collegamento con il protagonista attraverso il ricorso alla voce fuori campo, che ci permette di seguire il flusso dei pensieri del personaggio, comprendere il suo modo d’indagare la realtà e dare un senso alle situazioni che si sviluppano intorno a lui. Identificando come amore un egoistico bisogno di possesso, Joe si rende protagonista di comportamenti sempre più diseducativi e violenti: sceglie le sue vittime, ne viola la privacy intrufolandosi negli appartamenti, clonando cellulari e hackerando computer, ruba oggetti intimi che custodisce come trofei in cassette di legno, e come un ragno scrupoloso tesse la sua tela, insinuandosi silenziosamente nella vita della sua preda per controllarne ogni singolo aspetto. Joe si convince di agire per il bene di quel “you” cui si fa riferimento nel titolo, ma è assolutamente incapace di avere una relazione sana. La sua personale visione del sentimento è distorta, viziata dai dubbi, dall’insicurezza di chi non sa fidarsi e dalla mania di controllo. Ma il suo personaggio figura nella categoria degli antieroi complessi che non sono mai presentati come del tutto cattivi. Se da un lato è un sociopatico dai profondi conflitti interiori e psicologici, dall’altro manifesta un certo senso di protezione nei confronti di ragazzini e adolescenti alle prese con adulti anaffettivi, ma pur salvandoli, non riesce a trovare una soluzione ai problemi se non attraverso la violenza. A condizionare la sua doppia personalità è il suo passato, un’infanzia e un’adolescenza che hanno avuto effetti devastanti sulla sua psiche, ma che la serie sfrutta per fornire una spiegazione alla sua natura instabile. You si sviluppa difatti su due livelli narrativi: quello presente organizzato intorno alla relazione di stagione e quello passato, con continui flashback che svelano sempre nuovi dettagli sulla vita del protagonista e sul suo rapporto con la madre e con le figure femminili, quasi sempre deludenti. Le azioni di Joe sono costruite in analogia e contrasto con quelle di altri personaggi, tutti discutibili: amiche soffocanti e possessive, rivali d’amore, ex fidanzati tossicodipendenti, poliziotti corrotti, professori molestatori, ex mariti vendicativi, attori che abusano di giovani adolescenti. Persino le figure femminili sono connotate negativamente: le donne nella serie sono bugiarde e tradiscono con facilità, sono annoiate e in cerca di esperienze sessualmente sempre più appaganti. L’ingresso di Love nella seconda e nella terza stagione rende ancora più desolante e violento l’universo narrativo di Joe, incastrato in un matrimonio insoddisfacente, tutto incentrato su rapporti sessuali sempre più eccessivi (si arriva persino a provare lo scambismo). Pur affrontando temi interessanti come le relazioni moderne, l’uso eccessivo dei social network, il lato oscuro dell’animo umano, You si presenta come una serie disturbante dove si trasmette una visione negativa dell’amore. La sceneggiatura, impreziosita dai continui riferimenti alla cultura pop (numerosi i libri, i film, i personaggi e le canzoni celebri citate, tanto da spiccare quasi come la sola nota degna di interesse) prova, senza successo, ad alleggerire la drammaticità della vicenda con punte d’ironia nei dialoghi o nelle situazioni imbarazzanti. La serie ha facile presa su una nicchia ristretta di giovani, affascinati da personaggi oscuri e dinamiche forti legate al sesso, alla droga e alla violenza, ma la mancanza di un qualsiasi modello di riferimento positivo e il presupposto secondo cui alcuni comportamenti risultano meno gravi se determinati da circostanze ben precise, ne fanno un prodotto diseducativo e inadatto ai minori.

Marianna Ninni

Temi di discussione

  • L’ossessione della ricerca di un amore idealizzato e perfetto;
  • La violenza come unica soluzione per porre fine a sofferenza e ingiustizie;
  • La ricerca di continue conferme e approvazione attraverso l’uso dei social network;
  • La mancanza di figure femminili forti, famiglie stabili, amicizie sincere e punti di riferimento positivi.