The Wilds

The Wilds è una serie TV recensita da Orientaserie.it

  • teen drama, avventura
  • (Usa)
trailer

Nove ragazze adolescenti problematiche o con esperienze traumatiche alle spalle partono per trascorrere un ritiro di empowerment femminile alle Hawaii. A causa di un incidente aereo, finiscono su un’isola deserta, dove dovranno cercare di sopravvivere contando solo sulle loro forze e risorse. Con il passare del tempo, però, le protagoniste iniziano a notare piccole stranezze e inquietanti coincidenze, che le spingono a pensare che l’isola non sia quella che appare a prima vista…
The Wilds è un teen drama che mescola gli elementi tipici di questo genere (i primi amori, i rapporti conflittuali con i genitori, le insicurezze, la sensazione di non essere mai all’altezza…) con quelli caratteristici di una survival story: la paura, il senso di spaesamento, l’attesa spasmodica di soccorsi che non arrivano, l’organizzazione delle risorse, la nascita di legami necessari, prima di tutto, a sopravvivere… Il riferimento evidente (e dichiarato) della serie è Lost, sia per quanto riguarda l’ambientazione (un’isola deserta e misteriosa nel bel mezzo dell’oceano), sia per quanto riguarda la struttura narrativa, che alterna tre diversi piani temporali: il passato delle ragazze, le (dis)avventure vissute sull’isola e il presente in cui vengono interrogate da due presunti agenti dell’FBI in una struttura a metà strada tra una prigione e un ospedale. Un ulteriore elemento derivato da Lost è il fatto che ogni episodio sia dedicato a una delle nove protagoniste, di cui viene raccontata la storia “prima dell’isola” e le motivazioni che l’hanno condotta al punto di rottura.

Giudizio riassuntivo

Qualità generale: ★ ★ ★ ☆ ☆
Qualità educativa: ★ ★ ☆ ☆ ☆

Età cui è rivolta la serie: >16

Presenza di scene sensibili: qualche scena a contenuto sessuale (non esibito), uso di stupefacenti, disturbi alimentari, lessico volgare.

Approfondimento 

L’aspetto più interessante di The Wilds è sicuramente il fatto di avere un cast di protagoniste tutto al femminile. Ciò permette agli autori di focalizzare l’attenzione sulle dinamiche relazionali tipiche delle donne (sorelle, amiche, rivali) tra litigi, gelosie, competizione e persino amore. La serie, infatti, si presenta come dichiaratamente femminista (come evidente dal retroscena che ha condotto le ragazze sull’isola e che è ispirato dalla volontà di studiare e analizzare una società composta di sole donne, completamente priva di ogni sovrastruttura patriarcale). Nonostante i personaggi maschili che si intravvedono in scena (tutti confinati nei flashback, ad eccezione dei due ambigui agenti dell’FBI che interrogano le ragazze nel presente) non brillino certo per le loro qualità, anche il femminismo apparentemente sbandierato dalla serie non è, a uno sguardo più attento, scevro di criticità, tanto che – pur partendo da una premessa corretta – finisce per ondeggiare costantemente tra ideologia fine a se stessa e follia dalle conseguenze tragiche.
Se l’isola è lo spazio della sopravvivenza e dell’avventura, venata di sfumature mistery, i flashback sono gli spazi dedicati al dramma. Ciascuna delle protagoniste ha vissuto sulla sua pelle esperienze forti e drammatiche, che gli autori sembrano ritenere tipiche della loro età: dalla relazione sentimentale con un uomo adulto, ai disturbi alimentari connessi al mondo dello sport agonistico; dalle molestie sessuali, alla morte prematura di un genitore; dalla scoperta che la propria famiglia apparentemente felice è tutta una messinscena, alle difficoltà di scoprirsi omosessuale in un contesto fortemente e rigidamente religioso. Proprio la religione è rappresentata in modo fortemente negativo e castrante, come una gabbia che imprigiona una delle protagoniste, spingendola a soffocare i suoi desideri e la sua identità nel timore di perdere l’affetto dei genitori (soprattutto del padre). Una versione, insomma, estremamente bigotta della fede e dei valori cristiani, stereotipata e superficiale, come evidente anche dal binomio bellezza interiore/esteriore, fede/concorsi di bellezza.
Nonostante questo elemento sia funzionale alla premessa narrativa (“un gruppo di adolescenti problematiche si sforza di sopravvivere al naufragio su un’isola deserta”), è proprio nella messa in scena di questo passato che The Wilds mostra tutti i suoi limiti: le figure genitoriali sono negative o incapaci (non vedono, non capiscono, assegnano alle figlie compiti più grandi di loro, le schiacciano con le loro aspettative o tentano di ricattarle emotivamente), le relazioni sentimentali sono tossiche o incapaci di sopravvivere alle pressioni esterne e l’adolescenza viene rappresentata come un vero e proprio inferno (come infatti sottolinea Leah, la protagonista del pilota, “il vero inferno sulla terra era la vita di tutti i giorni da adolescente”).

Cassandra Albani

Temi di discussione

  • Le relazioni e i rapporti “al femminile”, tra gelosie, rivalità e sorellanza;
  • La necessità di sopravvivere e le dinamiche di gruppo: quando il “noi” viene prima dell’“io”;
  • La tentazione di fuggire ai problemi, che finiscono per seguirci ovunque andiamo.

The Wilds

The Wilds. Una serie TV recensita da Orientaserie.it