The Morning Show

The Morning Show è una serie TV recensita da Orientaserie.it

  • drammatico
  • (Usa)
trailer

Il Morning Show, lo show del mattino, è tradizionalmente uno dei programmi più seguiti della televisione americana. È condotto da Alex Levy (Jennifer Aniston) e Mitch Kessler (Steve Carell) da quindici anni quando la redazione del programma viene investita da un vero e proprio tornado. Mitch si deve dimettere a seguito di uno scandalo sessuale che lo ha coinvolto (siamo in piena epoca #metoo) e Alex rimane alle redini del programma, prima da sola e poi affiancata dalla ruspante Bradley Jackson (Reese Witherspoon), giornalista sul campo dai grandi ideali che dovrà invece fare i conti con un mondo molto più complesso e articolato di quello che era abituata ad affrontare. Tra il carnefice – Mitch – e le vittime si frappongono una serie di donne che hanno approfittato dei favori del conduttore oppure che lo hanno respinto. Un mondo dove i confini tra buoni e cattivi si presentano sempre sfumati, dove per andare avanti, affermarsi e ottenere una posizione bisogna fare i conti (se non proprio in parte sposare) le logiche del sistema di riferimento. Nell’arco della prima stagione si chiude di fatto il racconto legato a Kessler e al tema delle molestie e nel secondo capitolo della serie – nove mesi più tardi e agli albori della pandemia – troviamo gli equilibri tra i protagonisti molto cambiati ma Mitch, Alex e Bradley sono sempre alle prese con le conseguenze, pratiche ed emotive, che la vicenda scabrosa del conduttore ha innescato. Nuove nuvole si assiepano all’orizzonte, strascichi del temporale passato che non accenna a smettere di mietere vittime e conseguenze.

Giudizio riassuntivo

Qualità generale: ★ ★ ★ ★ ☆ (seconda stagione: ★ ★ ☆ ☆ ☆)
Qualità educativa: ★ ★ ☆ ☆

Età cui è rivolta la serie: >16

Presenza di scene sensibili: violenza, sporadico abuso di alcool e di sostanze, scene a contenuto sessuale non del tutto esplicite e turpiloquio.

Approfondimento 

Sofisticatezza e complessità narrativa sono sicuramente due punti di forza di questa serie, che ha il merito di affrontare in modo articolato e non semplicistico il tema delle molestie sessuali in ambito lavorativo, mettendo in luce i contorni a volte sfumati che possono crearsi. Il mondo dei programmi televisivi del mattino – a cavallo tra spettacolo e intrattenimento – viene scandagliato con brutalità, evidenziando ipocrisie, arrivismo e gelosie ma anche le fragilità di personaggi che nascondono dietro la loro maschera pubblica i bisogni e le necessità più vere. È un mondo tutto sommato di sconfitti, di chi mostra le proprie incertezze di fronte a una realtà mutevole dove non è sempre chiara la direttrice che distingue il bene dal male. E se il personaggio di Bradley si fa portatore – almeno inizialmente – di uno sguardo puro e non corrotto sulla professione, pian piano si finisce per empatizzare molto di più con Alex, che con quel mondo si è sporcata le mani da tempo, lasciandosi in parte lusingare dalle sue dinamiche e poi rimanendone necessariamente vittima. Ogni personaggio – sia principale che comprimario – si fa portatore di uno sguardo inedito sul mondo del dietro le quinte di uno show televisivo, svelandone cinismi e violenza e facendo percepire con chiarezza come certi meccanismi siano subdoli e difficili da scardinare. Il tutto trattato con una rara capacità di stratificazione che rende la narrazione avvincente e molto efficace anche dal punto di vista del coinvolgimento emotivo. Completa il pacchetto un’estetica curatissima che rema al servizio del racconto. Dopo una prima stagione davvero riuscita, nel suo secondo capitolo The Morning Show perde decisamente mordente. Questo è dovuto principalmente al fatto che manca un cuore narrativo a fuoco e coeso che fino ad ora aveva qualificato il racconto. Se infatti tutta la prima stagione, seppur in modo stratificato, gira attorno alla questione delle molestie sessuali sul luogo di lavoro e a come questo fatto riverberi su personaggi molto vari tra loro, nella seconda manca invece un elemento unificante. Si vive di rendita, dei rimasugli dello scandalo, ampliando all’infinito l’eco di un avvenimento ormai passato e quindi rendendolo poco incisivo (e in certi casi non credibile) per gli spettatori. Peccato davvero perché la qualità e le intuizioni narrative mostrate nella prima stagione ne avevano fatto uno degli show di maggior qualità della piattaforma Apple.

Gaia Montanaro

Temi di discussione

  • Il valore della verità e il prezzo da pagare per difenderla;
  • La realtà come insieme sfaccettato e mutevole;
  • Il valore dei legami autentici e la difficoltà nel rintracciarli e mantenerli.