The Chosen

The Chosen è una serie TV recensita da Orientaserie.it

  • storico-religioso
  • (Usa)
trailer

CONSIGLIATO DA ORIENTASERIE

The Chosen è una serie americana su Gesù e le persone a lui vicine, realizzata con il crowdfunding e totalmente al di fuori del contesto holllywoodiano, che sta crescendo nel successo e nell’attenzione del pubblico americano e mondiale. Oggi (dicembre 2022) abbiamo superato i 450 milioni di visualizzazioni delle varie puntate. Da novembre 2022 anche Netflix distribuisce la prima stagione, mentre l’11 dicembre 2022 è iniziata la distribuzione della terza stagione sul sito della serie: ogni domenica viene pubblicata una puntata nuova, fino ad arrivare alle otto previste anche per questa stagione. In più la seconda stagione ha un Christmas special di circa 40 minuti.
L’inizio della terza stagione conferma i pregi (e anche un po’ i limiti) della serie: un intento profondamente rispettoso e fedele al messaggio del Vangelo (gli autori hanno come consulenti teologi protestanti e  anche un sacerdote cattolico, fr. David Guffey), una vicinanza emotiva forte ai personaggi narrati, un interessante approfondimento della vita di alcuni apostoli e/o altri personaggi vicini a Gesù, come Maria Maddalena, Nicodemo…
Gli apostoli sono personaggi molto vivi, con pregi e difetti, lotte interiori e conflitti che li rendono molto vicini allo spettatore contemporaneo. Gesù è sempre una figura molto “calda” e affettuosa, con tratti di umanità che lo rendono assai amabile allo spettatore, anche se in alcune puntate compare poco. D’altra parte alcune scene sono un po’ prolisse, e si sente un certo filtro della cultura americana nella messa in scena e in alcune scelte narrative.
Ma il pubblico apprezza, e The Chosen sta crescendo in molti Paesi del mondo: abbiamo inoltre la sensazione che il passa parola sia molto attivo anche in Italia. La fame di buoni contenuti – e anche di contenuti direttamente biblici e religiosi, se fatti bene – è ampia anche oggi.

Giudizio riassuntivo

Qualità generale: ★ ★ ★ ☆ ☆
Qualità educativa: ★ ★ ★ ★ ★

Età cui è rivolta la serie: >10

Presenza di scene sensibili: nessuna.

Approfondimento 

The Chosen nasce in ambito evangelico americano: il suo regista, Dallas Jenkins, ha girato un primo film, quasi un prologo, e ha poi iniziato a chiedere fondi per poter girare tutta la prima stagione (il progetto intero prevede sette stagioni da otto puntate l’una). La proverbiale generosità e disponibilità a contribuire a cause nobili del mondo protestante e cattolico americano non si è fatta attendere e in poco tempo i promotori hanno raccolto dieci milioni di dollari per girare le otto puntate previste e lo stesso è avvenuto per altri 25 milioni per le due stagioni successive. E’ il più grande risultato finora per un progetto audiovisivo in crowdfunding, che ha permesso di girare la prima, distribuita nel 2019, e poi le altre due stagioni, con professionalità, anche se non ancora con gli standard delle produzioni hollywoodiane a cui siamo abituati.
La terza stagione di The Chosen ha avuto a novembre 2022 in Usa un’uscita cinematografica delle prime due puntate, e nonostante la distribuzione fosse curata da una piccola realtà indipendente, Fathom Events, la serie ha debuttato come terzo incasso della settimana. Le due puntate di The Chosen hanno totalizzato più di 14 milioni di incasso, generando una rinnovata attenzione su media importanti come il New York Times. Forse anche a causa di questo, una decina di giorni dopo l’uscita nei cinema, anche Netflix ha acquisito la serie, programmandone la prima stagione sulla propria piattaforma.
Ricordiamo che la serie è disponibile gratuitamente in tutto il mondo sul sito e sulla app dedicata, mentre si può trovare anche in altre piattaforme (diverse puntate anche su Youtube), magari diverse a seconda del Paese.
Le prime puntate della prima stagione sono dedicate a narrare di Pietro e di Maria Maddalena, di Nicodemo e di Matteo… Vediamo questi personaggi nella loro vita quotidiana e ci vengono narrate le loro domande, i loro problemi, i loro tormenti esistenziali, ai quali Gesù darà una risposta. Gesù compare solo alla fine della prima puntata e in un paio di scene della seconda.
Una puntata intera, per es. (la quinta della prima stagione) è dedicata all’episodio delle nozze di Cana, mentre l’ultima della seconda stagione è quasi interamente dedicata alla preparazione del “discorso della montagna”: una preparazione che Gesù fa con Matteo, con inoltre la messa a punto di una scenografia da “convention”, in cui tutti gli apostoli, e le donne vicine a Gesù, si danno da fare. Per queste scene la produzione ha coinvolto duemila fan della serie per fare da comparse volontarie.
The Chosen ha momenti belli, i personaggi sono nel complesso ben tratteggiati, ci sono scene ben scritte e commoventi, anche se nel complesso c’è un ritmo narrativo più basso di quello a cui siamo abituati; inoltre alcune scene sono innecessariamente prolisse (manca la tecnica della grande Tv americana, che sa asciugare e andare al nocciolo delle questioni e in profondità in poche intense battute).
Gli attori sono bravi, anche se quasi nessuno di loro ha carriere significative alle spalle: ovviamente per motivi di budget non è stato possibile finora coinvolgere attori di primo piano.
Il Gesù interpretato da Jonathan Roumie (un attore cattolico di padre egiziano) è comunque protagonista di alcune belle scene e ha un calore umano, una tenerezza, e anche a volte un senso dell’umorismo e una gioia che lo rendono comunque molto amabile. Questo a nostro parere contribuisce non poco al successo della serie fra il pubblico di credenti e nel passaparola che sta facendo lievitare il progetto.
Novità di questi ultimi mesi è che si è costituita una Fondazione, la Come and See Foundation, che ha due obiettivi principali. Il primo è facilitare la raccolta fondi, rendendoli deducibili per il contribuente americano. Il secondo obiettivo è di incrementare il doppiaggio e il sottotitolaggio della serie. I promotori si sono posti la meta del doppiaggio in 100 lingue e di predisporre sottotitoli in 500 idiomi diversi. A oggi, la  stagione 1 è doppiata in 12 lingue (compreso l’italiano) e sottotitolata in 62, la stagione 2 è invece in 7 lingue (l’italiano non c’è) con 20 sottotitoli (e qui l’italiano c’è). Per ora la stagione 3 ha i sottotitoli solo in inglese, lingua in cui è girata la serie, ma immaginiamo che traduzioni e sottotitoli arriveranno presto.

Armando Fumagalli

Temi di discussione

  • I diversi modi in cui vivere il rapporto con Dio;
  • Incontrare Gesù: nella Palestina di duemila anni fa e oggi;
  • Il bisogno umano di essere redenti e salvati.