The Boys

The Boys è una serie TV recensita da Orientaserie.it

  • supereroi, drammatico, commedia nera
  • (Usa)
trailer

In una realtà attuale molto complicata, i Boys, squadra di personaggi poco raccomandabili alle dipendenze della CIA, sono incaricati di tenere a bada il più grande pericolo del momento: i supereroi.
Il gruppo di “super” più famoso è quello dei Sette, il cui leader è Patriota e i cui interessi vengono gestiti da una potente multinazionale americana, la Vought, che utilizza le loro immagini soprattutto a fini commerciali. I supereroi, che apparentemente dovrebbero salvare il mondo, nascondono invece una vita dissoluta e crudele, preoccupati solo del proprio successo e pronti a tutto pur di mantenere il dominio sull’intero pianeta.
L’idea della storia è innovativa, la narrazione è ricca di colpi di scena, la qualità delle immagini e della grafica è di alto livello. Questo è sicuramente il motivo del successo dell’operazione televisiva, che ha creato un prodotto tra i più visti dell’anno 2020.
La serie, tuttavia, sia nella prima che nella seconda stagione, ha numerosi tratti problematici sul piano educativo e i valori positivi sono totalmente ribaltati: non esiste un bene, ma solo il male e l’opposizione ad esso. Sono presenti numerose scene splatter e in ogni episodio vengono compiute brutalità di ogni genere ai danni delle persone comuni, sia sul piano fisico che su quello psicologico, giocando sul gusto macabro della violenza fine a sé stessa e sulla perversione sessuale.

Giudizio riassuntivo

Qualità generale: ★ ★ ★ ★ ☆
Qualità educativa: ★ ☆ ☆ ☆ ☆

Età cui è rivolta la serie: >18

Presenza di scene sensibili: numerose scene di violenza, scene a contenuto sessuale, utilizzo di droghe e alcolici, utilizzo diffuso di turpiloquio.

Approfondimento 

The Boys è innanzitutto una grande critica alla società americana, ai suoi valori, ai suoi ideali, che dovrebbero essere incarnati principalmente dalla figura di Patriota, il leader dei Sette, e che proprio da lui per primo vengono brutalizzati. Agli occhi del mondo appare infatti come l’eroe invincibile, integerrimo, e invece si rivela progressivamente essere un uomo crudele, senza scrupoli, affetto da profonde turbe psicologiche, che intaccano principalmente la sfera sessuale; è pronto a uccidere chiunque pur di ottenere ciò che vuole, e perfino disposto a rendere più forte il proprio nemico per poter avere un antagonista degno della sua super forza.
Anche nel mondo dei Super, come nel nostro, l’uso dei mass media e della comunicazione, come mezzo di potere, è l’arma più crudele di cui dispongono i Sette, o meglio, la società da cui dipendono, che non fa altro che muovere il pensiero delle masse a seconda dei propri interessi. Non c’è altro bene o altro male che non sia preventivamente deciso a tavolino. Anche i supercattivi, terroristi spietati deliberatamente scagliati contro il colosso americano, non sono altro che una creazione voluta dalla stessa Vought per accrescere il suo prestigio. Anche in campo medico scientifico la società si rivela essere un laboratorio neo-nazista, nato per creare una razza pura di supereroi pronti a governare, se non a distruggere, le razze inferiori. È evidente come la narrazione non inventi nulla di nuovo, attingendo a piene mani dalle teorie complottiste contemporanee e portandole all’estremo, in una spettacolarizzazione a forte rischio di emulazione da parte del pubblico.
I “buoni”, d’altra parte, sono alcolizzati, fanno uso pesante di droghe, utilizzano metodi spietati, e di fatto sono solo delle persone fortemente ferite dai Sette, riuniti per un profondo desiderio di vendetta comune, che li porta ad essere molto spesso più brutali dei proprio nemici.
Solo due sembrano essere i più “puri” dell’intera vicenda, il comunissimo Boys Hughie e la supereroina Starlight, che costituiscono il vero punto di unione positivo tra i due mondi. Sconcertati per le cattiverie compiute da entrambe le parti, vorrebbero sovvertire il sistema, ma non riescono a trovare il bandolo della matassa, forse perché non è detto che ci sia. Nel personaggio di Starlight, in particolare, vive la contraddizione tra fede e realtà. Cresciuta in una famiglia profondamente religiosa, la ragazza vede crollare ogni sua certezza nel momento in cui tutto ciò in cui aveva creduto non le appare altro che una finzione, una struttura collusa con la Vought stessa. E questo è un punto profondo su cui si potrebbe costruire una riflessione interessante, a cui di fatto ogni tanto accennano i protagonisti: che senso ha tutto? Esiste veramente un bene supremo o è tutta una finzione? C’è un Dio, o ci sono solo I Sette? Si può sconfiggere il male e costruire sul bene?
Queste e altre domande vengono a tratti sollevate dai diversi protagonisti, anche se mai davvero prese sul serio. È possibile perdonare davvero e ricominciare? E, soprattutto, è possibile accettare sé stessi?
Perché in fondo l’eterno dilemma dei supereroi, buoni o cattivi che siano, è sempre quello di scontrarsi col fatto che ciò che li rende super, in realtà non fa altro che renderli diversi, e quindi esclusi dalla vita normale, sempre fortemente desiderata. Finiscono per essere vittime dei loro stessi poteri eccezionali, e quindi irrimediabilmente schiavi.
Purtroppo, i numerosi quesiti esistenziali sollevati nei diversi episodi rimangono solo un condimento filosofico ad un prodotto mirato al mero intrattenimento, che punta più sulla spettacolarizzazione della violenza e della perversione come gancio per attrarre e fidelizzare lo spettatore.

Ilaria Giudici

Temi di discussione

  • Critica alla società contemporanea: mancanza di un’etica in politica, in medicina, nella comunicazione dei mass media. Esistono dei valori per cui vivere e combattere?
  • È giusto raggiungere il successo ad ogni costo?
  • Accettazione di sé: essere contro apparire;
  • Chi sono i buoni e chi sono i cattivi? Esiste un bene?
  • La fede ha un significato e un senso per l’esistenza umana?

The Boys

The Boys, una serie TV recensita da Orientaserie.it