Sex education

  • teen drama, comedy
  • (Regno Unito)
trailer

Sex Education racconta la storia dell’adolescente Otis, che vive con la madre Jean, nota sessuologa. Il lavoro della madre ha sempre invaso la sua vita, rendendolo un ragazzo sensibile e attento ai problemi degli altri. Otis è vergine ma, nonostante la propria inesperienza, sembra in grado di capire i problemi sessuali dei suoi coetanei. Quando, accidentalmente, inizia a dispensare consigli che sembrano funzionare, la giovane Maeve gli propone di “entrare in società”: lei si occuperà di scegliere i clienti tra i ragazzi della scuola e lui sarà il loro terapeuta sessuale. Ovviamente, i due si faranno pagare e, dal loro sodalizio, nascerà una bella amicizia, o forse qualcosa di più…
La premessa è senz’altro forte e il titolo non lascia molti dubbi rispetto al tema della serie: il sesso. Sarà per questo che Sex Education è diventata quasi un must tra gli adolescenti, bisognosi spesso di risposte alle loro domande e curiosità rispetto a un argomento che con gli adulti è tabù. Il problema di questa serie, però, è che il sesso viene esclusivamente trattato nella sua componente fisica e non relazionale/sentimentale. L’atto sessuale diventa esclusivamente “performance” e non importano le condizioni o la persona con cui lo si fa. Le immagini e il linguaggio sono decisamente espliciti (oltre a nudi integrali e scene di sesso, si parla di orgasmo, masturbazione, pornografia…), rendendo la serie inadatta proprio a quel target — gli adolescenti — a cui vuole rivolgersi.

Giudizio riassuntivo

Qualità generale: ★ ★ ★ ★ ☆
Qualità educativa: ★ ★ ☆ ☆ ☆
Età cui è rivolta la serie (secondo noi): >18

Presenza di scene sensibili: scene di sesso, nudo, uso di alcol e sostanze, anche da parte di minorenni, turpiloquio e linguaggio volgare e ad esplicito, scene di bullismo e molestie sessuali.

Approfondimento

Sex Education è un teen-drama diverso da tutti quelli a cui ci siamo abituati negli anni. Lontano anni luce dai teen-drama rassicuranti degli anni ’90 e ancor più da quelli patinati e irrealistici degli anni 2000, la serie di Laurie Nunn sdogana ogni limite espressivo e prende atto che i millennials di oggi sono meno ingenui e più consapevoli degli adolescenti di qualche generazione fa.
Da sempre i teen-drama hanno parlato di sesso, ma mai in modo così esplicito e con una tale libertà espressiva. Di fronte a questa rivoluzione rappresentativa, rimane però il forte limite valoriale. La serie rinforza infatti l’idea che il sesso sia una delle ossessioni e delle paure dei ragazzi e che, come tale, debba essere “affrontato” il prima possibile. Anche senza amore, anche senza la persona giusta, anche senza sentirsi pronti fisicamente e psicologicamente. Insomma, al liceo non si può assolutamente ammettere di essere vergini, pena l’esclusione sociale. L’ansia di rincorrere il rapporto sessuale porta con sé insicurezze paralizzanti: bisogna essere all’altezza delle aspettative dell’altro, avere i genitali della dimensione giusta, essere considerati “bravi”, dare l’impressione di essere esperti, ecc. Il senso di disagio e di inadeguatezza, tipico degli adolescenti, si amplifica quindi all’interno di una maturità sessuale solo apparente, che nasconde in realtà forti problemi di comunicazione e di intimità. Inoltre, manca del tutto una riflessione sulle conseguenze e le responsabilità delle proprie azioni e l’aborto o l’assunzione della pillola del giorno dopo sembrano inevitabili scelte che seguono rapporti non protetti.
Nonostante Sex Education si presenti come una commedia a tratti assurda e surreale, presenta anche una forte componente realistica. Si distingue infatti per una rappresentazione variegata di personaggi, diversi per etnie, estrazione sociale, età, identità di genere e orientamento sessuale (che comprende anche l’asessualità).
La serie ha certamente il merito di trattare, a latere, temi importanti come il bullismo e le molestie sessuali. Nella seconda stagione, quando Aimee subisce delle molestie su un autobus, Maeve la supporta e la spinge a denunciare alla polizia quanto accaduto, anche se la ragazza all’inizio non vorrebbe, per il senso di vergogna e imbarazzo che prova.
Infine, da un punto di vista tecnico-artistico, Sex Education si presenta come un prodotto televisivo di qualità, con un cast di tutto rispetto: Otis che è interpretato da Asa Butterfield, il piccolo Bruno de Il bambino con il pigiama a righe, mentre Jean, sua madre, altri non è la mitica Gillian Anderson di X-Files.

Eleonora Fornasari

Temi di discussione

  • I rapporti amorosi e le relazioni sessuali (etero e omosessuali) tra adolescenti e tra adulti;
  • Il ruolo dell’educazione sessuale a scuola;
  • Il bullismo.

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