Odio il Natale

Odio il Natale è una serie TV recensita da Orientaserie.it

  • commedia romantica
  • (Italia)
trailer

Gianna ha trent’anni, ama il suo lavoro di infermiera e sembra una persona serena e realizzata. Ma all’avvicinarsi del Natale, quando genitori, sorella e fratello le chiedono insistentemente se verrà alla cena di Natale di nuovo da sola, dichiara solennemente di avere un fidanzato. Mancano 24 giorni al Natale, e ha ora quindi 24 giorni per cercare questo fidanzato…
La premessa della serie Lux vide (la casa di Don Matteo, Un passo dal cielo, Che Dio ci aiuti e di molte altre serie di successo più recenti come Doc e Blanca) che per la prima volta produce per Netflix,  fa partire una storia divertente, vivace e un po’ sopra le righe. Odio il Natale è un adattamento della norvegese Hjem til jul (letteralmente “A casa per Natale”, come suona la traduzione ufficiale inglese della serie, Home for Christmas, che invece da noi è diventata Natale con uno sconosciuto). Il trio autoriale italiano, composto da Elena Bucaccio, Viola Rispoli e Silvia Leuzzi, ha adattato al nostro contesto la serie, inserendo il presepe, Gesù bambino, un gruppo di amiche un po’ in stile Sex and the City, e la valorizzazione di alcuni splendidi esterni a Chioggia, Venezia e nelle valli venete. La serie da questo punto di vista è un piacere per gli occhi.
Seguiamo quindi Gianna nei suoi tentativi buffi, maldestri e quasi disperati di trovare un uomo accettabile, da portare a casa per la famosa cena di Natale. La ricerca è ovviamente complessa e saranno diversi gli errori e i vicoli ciechi prima del tradizionale (quasi) happy end… La ricerca è anche, per Gianna, un’occasione per crescere, acquisire fiducia in se stessa, e per comprendere che a volte ciò che cerchiamo è più vicino di quello che sembra.
Vivacità, ritmo, un ottimo cast capitanato da Pilar Fogliati, che con questa interpretazione si candida alla serie A delle attrici nostrane, sono i punti forti di una serie che, forse risentendo un po’ troppo dell’origine norvegese, in alcuni snodi e situazioni cede allo spirito del tempo, che sembra chiedere relazioni sessuali facili, precludendo ogni possibilità di relazioni stabili e durature. Però chissà, forse Gianna potrà fare eccezione…

Giudizio riassuntivo

Qualità generale: ★ ★ ★ ★ ☆
Qualità educativa: ★ ★ ★ ☆

Età cui è rivolta la serie: >16

Presenza di scene sensibili: dialoghi a contenuto sessuale e situazioni chiaramente allusive.

Approfondimento 

Gianna è stufa di essere la single della situazione: fratello e sorella accasati e con figli, a lei toccano i turni di notte in ospedale la Vigilia di Natale perché “tanto è single”, ma stavolta è decisa a cambiare…
Certamente la galleria di tipi umani maschili con cui si trova a tentare di stabilire un legame non è fra le più incoraggianti, almeno all’inizio. Da un filosofo che è preoccupato per la fame nel mondo, ma non le offre nemmeno una patatina, a un mammone pignolo che si impunta e scatena una rissa perché dovrebbe aver vinto un premio al tiro ai barattoli nel luna park cittadino… Le cose iniziano a farsi più interessanti con un ricchissimo industriale, produttore di prosecco, che è in sedia a rotelle ma vuole a tutti i costi sfidare i propri limiti, e spingere – un po’ troppo?- Gianna a sfidare i suoi… Ma tutto si complica di nuovo quando Gianna si innamora, in modo a nostro parere non troppo credibile,  di un ragazzo poco più che diciottenne, con cui ha una notte di passione.
Il contorno della nostra protagonista è fatto di una sorella sposata e con figli ma che non sembra molto realizzata dalla sua vita famigliare (e qui si cade un po’ nel facile cliché – molto contemporaneo – della mamma che aspira e ha nostalgia della vita da single), di un’amica e convivente molto disinibita, e invece di un’altra amica (personaggio interessante – originale della serie italiana – ma assai poco approfondito) che è ancora vergine a trent’anni perché crede al vero amore e lo attende con pazienza. Non manca  un accenno a un’amica omosessuale che vorrebbe anche lei portarsi a letto Gianna…
C’è poi una anziana paziente di Gianna, che è una sorta di mentore, perché le dispensa qualche consiglio e qualche pillola di saggezza, soprattutto nell’ottica del far crescere l’autostima della giovane infermiera. Non ha paura di morire, perché ha superato gli ottant’anni ed è sola, e quello che voleva avere dalla vita lo ha avuto.
Le vicende si dipanano in modo divertente, con sorprese e un buon ritmo: il percorso e i vari incontri aiuteranno Gianna a maturare, ad avere fiducia in se stessa e a trovare quella che probabilmente sarà la persona giusta, che vede in lei le buone qualità che ha: il suo essere attenta al prossimo, empatica e generosa. La cena finale di Natale porterà anche qualche ulteriore sorpresa, che non anticipiamo.
Nel complesso, una serie molto contemporanea, vivace e dinamica, adatta ad un pubblico non giovanissimo, che possa leggere in modo critico alcune situazioni un po’ troppo “leggere”, che vengono descritte in questa storia di una single inizialmente quasi disperata. Ma qualche spunto buono c’è, e la serie si lascia guardare con piacere.

Sonia Aloisi

Temi di discussione

  • Sposarsi, avere figli, vivere da single: i motivi delle diverse scelte esistenziali;
  • Il Natale come momento di unità della famiglia;
  • Che cosa cercare in una relazione amorosa; che cosa può rendere stabile e duratura una relazione affettiva.