Lupin – Aggiornamento seconda parte

Lupin – Aggiornamento seconda parte è una serie TV recensita da Orientaserie.it

  • azione, drammatico, poliziesco
  • (Francia)
trailer

AGGIORNAMENTO SECONDA PARTE

A sei mesi di distanza dall’uscita della prima parte, gli ultimi cinque episodi sono arrivati a completare la prima stagione. Il ritmo diventa più serrato, il giallo si complica e le puntate acquisiscono una compattezza maggiore, mano a mano che gli avversari di Assane Diop giocano le loro carte e cercano di intrappolarlo in un piano più grande di quelli che lui stesso riesce a escogitare. Ma nonostante il conflitto cresca d’intensità, il tono della serie rimane fedele ai suoi presupposti, senza incupirsi eccessivamente o rendere problematica la visione in famiglia.
Questo è dovuto in buona parte alla incrollabile positività del protagonista e l’unico rimpianto sono le molte occasioni sprecate che avrebbero consentito di approfondire la sua interiorità e le sue relazioni. Il prezzo di questa superficialità è una certa monotonia che inizia a farsi sentire nell’arco dei dieci episodi, quando gli espedienti usati da Assane e dai suoi avversari diventano facilmente riconoscibili. Forse la serie avrebbe giovato di qualche puntata in meno, ma nell’insieme rimane un prodotto godibile, soprattutto se disposti a entrare nel gioco d’astuzia che ne costituisce il tratto caratteristico.

CONSIGLIATO DA ORIENTASERIE

Lupin è senza dubbio un nome che suona familiare alla maggior parte del pubblico: i francesi (e i lettori più accaniti) pensano subito ai romanzi scritti da Maurice Leblanc all’inizio del ‘900, il resto del mondo più probabilmente ai numerosi adattamenti che si sono susseguiti nel corso degli anni, fra cui il famosissimo manga Lupin III. Ma gli uni e gli altri sono rimasti alquanto stupiti a vederlo associato al noto volto di Omar Sy, l’attore di origine senegalese che ha incantato il mondo in Quasi amici.
Netflix ha infatti voluto tentare un adattamento estremamente libero nella forma ma fedele allo spirito del personaggio, attraverso la storia di Assane Diop. Figlio di un immigrato accusato di furto dalla ricca famiglia per cui lavorava, Assane si aggrappa al romanzo di Lupin come a un ultimo ricordo del padre, e finisce con identificarsi con lui e imitarne le gesta. Soprattutto quando, a distanza di venticinque anni, gli si presenta l’occasione di vendicarsi.
Pur non trattandosi di un prodotto con particolari fini educativi, Lupin è una bella serie di intrattenimento a target familiare, con protagonista il ladro gentiluomo che ha già fatto sognare tante generazioni e che viene qui ripresentato in chiave moderna. Le sequenze di azione reggono bene il confronto con le serie americane, ma non è tanto il lato poliziesco (tutto sommato abbastanza prevedibile) a giustificare la visione, quando piuttosto la graduale scoperta di un personaggio sempre in bilico fra il letterario e il reale, fra un cuore caldo e una mente calcolatrice, goffo con la sua famiglia quanto sfacciato con i suoi nemici.

Giudizio riassuntivo

Qualità generale: ★ ★ ★ ★ ☆
Qualità educativa: ★ ★ ★ ★ ☆

Età cui è rivolta la serie: per tutti.

Presenza di scene sensibili: scene di violenza nei limiti del genere.

Approfondimento

Lupin è un adattamento atipico, che porta ai nostri giorni il protagonista di un classico letterario non in maniera diretta (come era stato fatto, ad esempio, nello Sherlock di Cumberbatch), ma attraverso la storia di un nuovo personaggio, Assane Diop, che ha costruito la sua identità a immagine e somiglianza di quella di Arsène. Nonostante il ricchissimo gioco di rimandi e citazioni letterarie, che possono divertire i conoscitori dei romanzi, fra i due personaggi non c’è mai una totale identificazione e questo permette di inserire nella storia temi contemporanei senza per questo dover forzare la mano all’originale.
Un esempio di questo è l’efficace declinazione che viene data al tema dei travestimenti. Arsène è un trasformista, capace di cambiare il suo aspetto per interpretare i personaggi più svariati. L’Assane interpretato da Omar Sy ha invece un volto estremamente riconoscibile e una mole imponente, ma gioca sul fatto che spesso le persone di colore non vengono nemmeno guardate in faccia, siano essi gli addetti di pulizia della galleria del Louvre o un rider che attraversa in bici i giardini di Lussemburgo. La sua vera abilità non riguarda quindi il trucco o i costumi, ma la sua capacità di cambiare classe sociale e di saperne prendere, di volta in volta, le movenze e il linguaggio.
L’idea di interpretare Lupin sembra sia venuta allo stesso Omar Sy, a cui la popolarità ottenuta dopo Quasi amici ha dato un’invidiabile possibilità di scelta, ma che non era riuscito, fino ad ora, a replicare il successo di dieci anni fa.
In ogni caso, unire la quintessenza della “francesità” rappresentata da Arsène Lupin al calore della recitazione di Omar Sy, valorizzato molto bene dai numerosi flashback e dalle vicende familiari (Assane ha una ex-moglie e un figlio quattordicenne a cui tenta incessantemente di riavvicinarsi), si è rivelata una scelta a dir poco vincente. Secondo i pochi dati lasciati trapelare da Netflix, sembra infatti che nel primo periodo le visualizzazioni abbiano superato quelle di Bridgerton e della Regina degli Scacchi, rendendolo una delle serie più viste a livello mondiale.
Purtroppo a causa dell’interruzione delle riprese dovuta al Covid, è stata resa disponibile solo metà della prima stagione (5 episodi su un totale di 10) e quindi la serie si interrompe bruscamente, senza un vero finale. Questo rende difficile anche dare un giudizio complessivo sulla storia, per cui sarà necessario attendere la messa in onda della seconda parte.
Ma, per gli amanti delle serie classiche e confortanti, bastano questi pochi episodi ad affezionarsi alla nuova versione del ladro gentiluomo: “un uomo a cui non interessa nulla, tranne le cose importanti. Un uomo che gioca, ma che rispetta le regole”.

Giulia Cavazza

Temi di discussione

  • L’influenza della letteratura sulla vita, con un personaggio letterario che diventa un modello di comportamento;
  • Ingiustizia, razzismo e possibilità di riscatto sociale, grazie alle proprie doti (più o meno) nascoste.