La leggenda di Vox Machina

La leggenda di Vox Machina è una serie TV recensita da Orientaserie.it

  • fantasy,animazione
  • (Usa)
trailer

Nell’immaginario continente di Tal’Dorei, il gruppo di scapestrati mercenari noto come “Vox Machina” cerca di guadagnarsi da vivere accettando le missioni che nessun altro vuole fare. Ma l’escamotage narrativo della “suicide squad”, ovvero del gruppo di antieroi che, nonostante i limiti dei singoli, alla fine riesce a cavarsela, dura solo per le prime due puntate, che aprono la strada a una storia di vendetta abbastanza lineare: uno dei leader del gruppo, Percy, incontra i Briarwood, due vampiri che qualche anno prima hanno sterminato la sua famiglia, soppiantandola nel controllo politico della città-stato di Whitestone. I mercenari guidati da Percy si lanceranno, con poche speranze di riuscita, all’avventura per liberare Whitestone dal controllo degli spietati vampiri.
Nella sua città natale Percy ritroverà vecchi amici, e odiati nemici, percorrendo una strada di vendetta che metterà alla prova la buonafede che gli altri membri dei Vox Machina – ognuno, a suo modo, un reietto – nutrono verso Percy, che è il loro leader in quanto “meno problematico”. Il cammino verso la liberazione di Whitestone e il compimento della vendetta si svolge secondo i canoni più classici del genere fantasy e dei giochi di ruolo: i nemici affrontati sono sempre più forti, la popolazione è sempre più motivata nell’aiutare gli eroi, si scopre che personaggi del passato creduti morti sono in realtà vivi, i più deboli della squadra hanno i loro momenti di gloria nonostante le avversità… Tutto questo condito dalle scurrili battute a doppio senso del lascivo gnomo Scanlan, le imprecazioni del mezzogigante Grog e una linea romantica tra eroi molto semplice e poco interessante.

Giudizio riassuntivo

Qualità generale: ★ ★ ★ ☆ ☆
Qualità educativa: ★ ★ ☆ ☆

Età cui è rivolta la serie: >18

Presenza di scene sensibili: scene di nudo, scene di sesso, turpiloquio, scene di estrema violenza.

Approfondimento 

La compagnia dei Vox Machina è composta da otto personaggi “archetipi” del fantasy, soprattutto del fantasy dei giochi di ruolo a tema: la chierica/guaritrice gnoma, il barbaro/ariete mezzo gigante, l’umano stratega e calcolatore, la mezzelfa ranger con al seguito orso da guerra, etc.
Ma gli appassionati del fantasy “classico”, da Il Signore degli Anelli a Shannara, non devono farsi ingannare dalla formazione dei protagonisti, e questo è chiarissimo dai primi minuti della prima puntata e del trailer, in cui si vede una parodia abbastanza evidente della Compagnia dell’Anello venire macellata in un bagno di sangue da una minacciosa creatura.
Nata come web series ispirata a delle “vere” sessioni di gioco del famoso Dungeons and Dragons, e grazie a un’importante raccolta fondi tramite Kickstarter, La Leggenda di Vox Machina è una serie televisiva animata fantasy, con il gusto della volgarità e della violenza realista ereditata da Il trono di spade: elfi che dicono le parolacce, gnomi donnaioli e barbari sboccati riempiono le dodici puntate della prima stagione, che non ha certo una trama così interessante e dei personaggi ben scritti all’altezza della serie tv ispirata ai libri di George R. R. Martin.
La storia risente molto della sua provenienza da un gioco da tavolo, per cui si ha sempre l’impressione di stare davanti a dei tiri di dadi che portano le cose a “succedere perché devono succedere”, generando una narrazione che procede per numerose casualità forzate, come l’incontro con i Briarwood, che è il motore di dieci episodi su dodici, o la stretta sulla resistenza che avviene proprio quando stanno arrivando i Vox Machina. Non mancano anche clamorosi e non spiegabili  “Deus ex machina”, come l’intervento di un personaggio che a un certo punto distrugge tutti i nemici che stavano per soverchiare i protagonisti, o la artificiosa genesi di un’arma demoniaca che modifica totalmente la storia di un protagonista.
Alcune tematiche che effettivamente potrebbero essere considerate “profonde” sono trattate con molta superficialità, come per esempio la scelta a cui è chiamata Pike (seguire il proprio credo o i propri amici?), che configura un’opposizione davvero sconcertante tra la sfera del divertimento e dell’amicizia contro quella della fede e dell’interiorità. In questa e altre sottotrame più “interiori” si notano i tentativi degli autori di “darsi un tono”, quando invece il piatto forte della serie sono i combattimenti sanguinosi, i mostri e le battute volgari.
Probabilmente chi apprezza i giochi di ruolo e i videogiochi può godersi la struttura scontata e sopra le righe della prima stagione di La Leggenda di Vox Machina (che infatti è stata rinnovata per altre stagioni), anche se sembra mancare proprio quello che rende speciali i giochi cooperativi come Dungeons and Dragons: la coralità viene espressa in un semplice “prima colpisco io, poi colpisci tu”, e non in una condivisione di strategia, amicizia, ideali eroici e visione di insieme.

Tommaso Cardinale

Temi di discussione

  • Cosa significa essere un leader?
  • In che cosa consiste la vera condivisione di obiettivi in una missione?
  • Che cosa contraddistingue una famiglia?