Mare fuori 6
INTERPRETI: Carmine Recano, Lucrezia Guidone, Maria Esposito, Artem, Antonio D’Aquino, Antonia Truppo, Vincenzo Ferrera, Antonio De Matteo, Anna Ammirati, Giovanna Sannino, Yveva Sai, Salahudin Tiajani Imrana, Luca Eduardo Varone, Francesco Panarella, Tea Falco, Giuseppe Pirozzi, Patrizio Oliva, Clio Buren, Romano Reggiani, Francesca Agostini, Alfonso Capuozzo, Manuele Velo, Francesco Alessandro Luciani, Francesco Di Tullio, Elisa Tonelli, Rebecca Mogavero, Cartisia Somma, Carlotta Pinto, Greta De Rosa, Virginia Bocelli, Joyce Huang, Raffaella Rea, George Li.
SCENEGGIATURA: Maurizio Careddu (headwriter), Luca Monesi, Angelo Petrella, Sara Cavosi, Elena Tramonti
PRODUZIONE: PICOMEDIA, RAIFiction
ANNO DI USCITA:
STAGIONI: 6 (12x50’-60’)
PRIMA MESSA IN ONDA: su Raiplay: i primi sei episodi il 4 marzo 2026, mentre i restanti sei l'11 marzo 2026.
DOVE SI PUÒ VEDERE ORA: RaiPlay. In onda su Raidue, due episodi a serata dal 22 aprile al 15 maggio.
GENERE: teen drama, sentimentale, drammatico, poliziesco.
Età cui è rivolta la serie (secondo noi): >16
Presenza di scene sensibili: scene di violenza entro i limiti di genere, turpiloquio. Alcune scene erotiche senza nudo.
Trovate le recensioni delle stagioni precedenti qui, qui e qui.
Il mare della sesta stagione è mosso ed inquieto quanto basta perché il pubblico di affezionati non si distragga ma continui la navigazione.
Mare Fuori mantiene la sua qualità formale e nella rappresentazione come nei contenuti trasmessi si destreggia sul sottile crinale fra bene e male. Come nelle stagioni precedenti avvengono delle uscite di scena e dei nuovi ingressi ma secondo un oculato equilibrio che fa rinunciare di buon grado ai personaggi che hanno chiuso il loro arco narrativo e fa accogliere con curiosità le new entry. Questa volta, però, i telespettatori devono dire addio niente di meno che a Rosa, la quale – dopo aver appurato chi è stato a cercare di ucciderla – sceglie di collaborare con la giustizia accettando il piano di protezione per i pentiti. Questo comporta che anche sua madre e il comandante Massimo debbano rinunciare alla loro relazione, mentre Rosa, fuori dal carcere, spera di ritrovare Carmine. Lascia l’IPM anche la direttrice, dopo che sua figlia è stata coinvolta in una rapina dai milanesi, Federico e Samuele. Pino e Alina si amano ma la loro storia ha un epilogo tragico. Intanto subentrano nuovi personaggi che cercano di prendere il sopravvento nei clan dei Ricci e dei Di Salvo. Seguiamo Simone, che Donna Wanda ha indicato come suo successore, e Sharon (Concetta) con le sorelle minori Annarella e Marika strettamente legate a Carmela. Tutte le storie si intrecciano con la fitta trama a cui la serie ci ha abituato. C’è un bene ideale che le coscienze dei singoli individui vedono eppure raramente riescono a perseguire. Anche fra gli adulti ci sono sbagli, omissioni, tradimenti e la giustizia fatica a prevalere. Eppure, ancora una volta si trova chi come Marika sogna di diventare una cantante, e chi cerca di scrollarsi di dosso le leggi della malavita, come Cardiotrap. Arriva anche una nuova educatrice all’IPM, Claudia Conti, che ha avuto a che fare molti anni prima con la separazione di Annarella dalla sua madre naturale.
Approfondimento
Come anticipato, la serie mantiene attese e ascolti, anche se non abbiamo ancora il dato della messa in onda, che è stata posticipata rispetto ai programmi iniziali, e abbiamo solo dati sullo streaming. Nei primi due giorni di pubblicazione, Mare Fuori 6 si conferma saldamente al 1° posto della classifica di RaiPlay. La serie intercetta sulla piattaforma un pubblico di giovani e giovanissimi: oltre il 50% degli ascoltatori è nella fascia di età 15-34 anni. Il 40% della fruizione avviene tramite smartphone. I primi 2 episodi della stagione 6, nella prima giornata di pubblicazione, superano largamente i risultati omologhi della stagione 5. Il format della serie e il suo registro stilistico sono consolidati e la squadra di sceneggiatori capeggiata da Maurizio Careddu può intercambiarsi nella stesura dei soggetti e delle sceneggiature senza che il pubblico noti dei cambiamenti. Anche la regia ha uniformato la sua grammatica e, a prescindere da chi stia dietro la macchina da presa -Beniamino Catena (Epp. 1-8), Francesca Amitrano (Epp. 9-12) – gli episodi si succedono omogenei. Si può dire che il tasso di violenza mostrato non supera quello delle stagioni precedenti e soprattutto non è quasi mai gratuito, ma funzionale al racconto. Lo stesso dicasi per le scene a contenuto erotico. I temi delle storie nascono sempre dal seguire il percorso dei giovani sul sottile crinale fra il bene e il male. Spesso quest’ultimo sembra appagare di più e anche la vendetta pare dare più soddisfazione, ma quando un personaggio intraprende la via della redenzione trova sempre, oltre agli ostacoli, chi lo incoraggia e lo sostiene.
In questa stagione viene data importanza allo sport, nello specifico al pugilato, come strada di riabilitazione, e per l’occasione c’è un cameo del pugile Patrizio Oliva. Hanno poi un ruolo riabilitativo il canto e la musica. Seguiamo una protagonista nella scoperta di una gravidanza e nel dilemma se tenere o no il bambino. Viene anche celebrato un matrimonio e i nostri partecipano a una veglia funebre in memoria di una loro compagna. Anche il mondo degli adulti, come detto, non è infrangibile. Vediamo i loro amori e come si complichino le cose quando la loro vita privata entra all’interno dell’IPM. Costante è il riferimento al rapporto fra i detenuti e le loro famiglie. Spesso dietro un’azione delinquenziale c’è un torto, un dolore, un’ingiustizia subita. Difficilmente viene ostentata violenza gratuita e, nei casi in cui avviene, chi la pratica viene isolato e mostra tutta la sua sofferenza interiore. L’IPM è un sottomondo con le sue regole e i suoi riti e qui nascono amori ed amicizie insieme a sentimenti di rivalsa ed invidia. I permessi e le uscite sono sempre delle messe alla prova di cui i ragazzi possono approfittare per riassaggiare la vita “fuori”, ma anche per vivere delle recidive e perpetuare la delinquenza.
In conclusione la serie resta qualitativamente valida, indirizzata ad un pubblico adulto, secondo il nostro parere almeno maggiore di 16 anni, meglio ancora se accompagnato dai genitori nella prospettiva di un dibattito famigliare.
Giovanni Capetta
Tematiche educative:
- La coscienza individuale di fronte alla scelta fra il bene e il male.
- La stigmatizzazione della vendetta.
- Lo sforzo riabilitativo del personale dell’IPM.
- Le “cadute” anche degli adulti.
- L’amore non solo come passione ma come scelta.
- I legami positivi e negativi dei giovani con le famiglie d’origine fuori dal carcere.
- Il valore dell’amicizia e della parola data.
- La boxe e il canto come vie di riabilitazione.